Nel 2025 in Valle d’Aosta sono stati raccolti 64.716 kg di pneumatici fuori uso grazie al consorzio EcoTyre. Crescita dell’1% rispetto all’anno precedente e target di legge superato anche nell’area Piemonte–Valle d’Aosta–Liguria. A livello nazionale raccolti oltre 53 milioni di kg di PFU, con il progetto PFU Zero e l’avvio della filiera “Da Gomma a Gomma” che spinge la circolarità industriale.
In Valle d’Aosta la gestione degli pneumatici fuori uso nel 2025 ha seguito il trend di consolidamento già osservato negli ultimi anni. Il sistema messo in campo da EcoTyre ha registrato 20 ritiri presso gommisti e officine meccaniche, per un totale di 64.716 kg di PFU raccolti.
Un dato che segna un +1% rispetto al 2024 e che, soprattutto, si inserisce in un contesto territoriale più ampio – l’area Piemonte–Valle d’Aosta–Liguria – dove il target normativo è stato superato dello 0,6%.
In una regione piccola come la Valle d’Aosta, il dato può sembrare marginale, ma in realtà riflette una rete logistica stabile e capillare che, anche nei territori montani, riesce a garantire continuità di servizio.
A livello nazionale il consorzio ha raccolto oltre 53 milioni di kg di PFU, pari a circa 7 milioni di pneumatici. Il sistema ha coinvolto quasi 18 mila missioni di ritiro in tutta Italia, confermando il raggiungimento – e il superamento – degli obiettivi fissati dalla normativa.
Dentro questo quadro, la Valle d’Aosta rappresenta una tessera coerente di un mosaico più grande: quello della gestione diffusa e organizzata del rifiuto gommoso, che oggi viene intercettato non solo presso gommisti e officine, ma anche attraverso canali dedicati come gli autodemolitori e le attività di bonifica ambientale.
Interessante anche il dato del progetto PFU Zero, che punta alla rimozione degli pneumatici abbandonati nell’ambiente: in Valle d’Aosta è stato realizzato almeno un intervento dall’avvio del progetto.
Non molti numeri, ma coerenti con un territorio dove l’abbandono illecito tende a concentrarsi in aree periferiche o difficilmente accessibili, e dove ogni intervento ha un peso specifico maggiore rispetto ad altre realtà più urbanizzate.
La parte più innovativa del sistema riguarda però la trasformazione del rifiuto in risorsa. Il consorzio sta spingendo il progetto “Da Gomma a Gomma”, che punta a chiudere il ciclo della circolarità industriale.
Secondo quanto illustrato, la gomma derivata dai PFU può diventare materia prima per nuovi pneumatici e per prodotti industriali come guarnizioni, bitumi modificati, tubi e membrane impermeabilizzanti.
Un passaggio che segna un cambio di paradigma: il rifiuto non più come costo da smaltire, ma come risorsa da reinserire nel ciclo produttivo.
Il presidente del consorzio, Enrico Ambrogio, ha sottolineato come il sistema di raccolta continui a garantire copertura anche nelle aree più periferiche del Paese, senza lasciare indietro i piccoli operatori.
Un’affermazione che, letta in controluce, riguarda anche realtà come la Valle d’Aosta: territori dove la logistica è più complessa e i numeri più bassi, ma dove l’efficienza del sistema si misura proprio nella capacità di non interrompere il servizio.
La Valle d’Aosta, con i suoi 64.716 kg di PFU raccolti, non fa rumore nei grandi numeri nazionali, ma conferma una dinamica chiara: la gestione dei rifiuti industriali e la transizione verso l’economia circolare passano anche – e soprattutto – dai territori piccoli, dove la continuità del servizio vale più della scala.













