Per tre giorni hanno volato tra le piazze di Ivrea, trasformandosi nell'arma più innocua e scenografica del Carnevale. Ora, terminate le ostilità, le arance della celebre Battaglia depongono definitivamente... la scorza. Niente pensione anticipata né museo della memoria: il loro destino è decisamente più fertile. Diventano compost.
È il curioso epilogo dello Storico Carnevale di Ivrea 2026, dove circa 725 mila arance utilizzate durante la manifestazione hanno completato un viaggio che, dalla Sicilia alle piazze eporediesi, finisce direttamente negli orti e nei giardini dei cittadini.
«Ciò che nasce dalla Festa non si esaurisce con la Festa stessa», osserva il presidente della Fondazione dello Storico Carnevale, Alberto Alma. E, in effetti, è difficile immaginare un esempio più concreto di economia circolare: quello che fino a pochi mesi fa era il simbolo della più famosa battaglia agrumata d'Italia oggi diventa fertilizzante naturale.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Ivrea, Fondazione dello Storico Carnevale, Società Canavesana Servizi, Gruppo Iren e Comieco. L'obiettivo è semplice quanto efficace: trasformare quello che normalmente sarebbe un rifiuto organico in una risorsa per il territorio.
Prima ancora che iniziasse la battaglia, però, le arance erano già finite sotto osservazione. Grazie al protocollo "Arance Frigie", promosso dalla Prefettura di Torino insieme al Comune di Ivrea, i fornitori hanno dovuto dimostrare regolarità amministrativa, rispetto delle norme sul lavoro e requisiti antimafia.
«Abbiamo introdotto controlli rigorosi sui fornitori degli agrumi», spiega il sindaco Matteo Chiantore. «Legalità, trasparenza e responsabilità sociale accompagnano da sempre lo Storico Carnevale.»
Conclusa la festa, entra in scena la macchina organizzativa. Le squadre della Società Canavesana Servizi raccolgono le montagne di agrumi disseminate lungo le strade e le inviano agli impianti di trattamento dell'organico, dove vengono mescolate con sfalci, potature e scarti alimentari.
«Il compost permette di migliorare la struttura del terreno, ridurre l'utilizzo di fertilizzanti chimici e valorizzare il riciclo dei rifiuti organici», spiega il direttore Andrea Grigolon. «E dalle arance si ricava anche biogas immesso direttamente nella rete energetica.»
Insomma, quelle che durante il Carnevale sembravano soltanto arance "da combattimento" finiscono per alimentare orti, giardini e perfino la produzione energetica. Una metamorfosi che probabilmente nemmeno Ovidio avrebbe immaginato.
Quest'anno il risultato del processo sarà visibile anche ai cittadini. Circa dieci metri cubi di compost verranno infatti distribuiti gratuitamente durante tre appuntamenti pubblici: il 12 giugno al mercato di Ivrea, il 4 luglio per la festa patronale di San Savino e, infine, dal 16 al 18 ottobre durante le Giornate FAI al Castello di Masino.
Chi vorrà potrà riempire autonomamente i sacchetti di carta messi a disposizione dagli organizzatori, portandosi a casa un piccolo pezzo del Carnevale... purché abbia il pollice verde.
«Il rifiuto prodotto dai cittadini durante la Battaglia ritorna al territorio sotto forma di beneficio», sintetizza il presidente della Società Canavesana Servizi, Calogero Terranova.
È difficile trovare una conclusione più coerente per una manifestazione che ogni anno mobilita migliaia di persone e tonnellate di agrumi. Le arance, dopo aver colorato piazze, cappelli e qualche inevitabile giacca troppo elegante per l'occasione, finiscono così per nutrire alberi, prati e orti.
Dalla battaglia alla natura, passando per il bidone dell'organico. Anche questa, in fondo, è una vittoria. E forse è la più verde di tutte.












