La “Via ferrata della Balma”, realizzata dal Comune di San Paolo Cervo su un’idea della guida alpina Gianni Lanza, è un esempio lampante di come un territorio sfruttato e segnato da un’enorme cava possa essere riconvertito in un luogo di grande interesse turistico. Il materiale utilizzato per la costruzione della via ferrata è acciaio inox senza guaina protettiva e il tracciato è stato studiato al fine di sfruttare al meglio la parete.
Si accede a questa ferrata da Biella, prendendo la Valle Cervo e seguendo la strada fino alla Balma, dove si parcheggia nei pressi del ponte per Riabella. Dopo aver attraversato il ponte ci si porta, in circa 5 minuti, verso le placche del settore destro, a fianco delle quali si sviluppa la via ferrata.
Sotto la cava vi è il piacevole “Chiosco della Balma”, sito all’ingresso del neocostituito “Parco delle Cave”, dove a ogni ora si può gustare uno spuntino osservando comodamente da seduti chi sale la ferrata o si arrampica sulla falesia sottostante.
Sul Pont de Singe
Tutta l’area rocciosa dell’ex cava è stata abilmente riconvertita in più settori di arrampicata, tutti ben protetti da moderne catene di fissaggio e calate con fittoni resinati per la salita. Ma c’è di più: lo stesso ideatore della via ferrata ha avuto la brillante idea di creare degli appigli scavando la roccia, così da realizzare un settore di arrampicata accanto alla ferrata, soluzione inusuale ma che ha contribuito a rivalorizzare la vecchia cava riportandola a nuova vita.
Questa falesia della Valle Cervo, chiamata “Falesia delle Cave della Balma”, presenta cinque tiri di arrampicata monotiri attrezzati con fittoni resinati e soste “Raumer” con moschettone. Tutti gli appigli sono stati intagliati nella roccia liscia, motivo per cui da lontano sembra che i rocciatori arrampichino su una parete completamente levigata e impossibile, mentre le vie vanno dal 4a al 5b come difficoltà.
Descrizione della via ferrata
Su una cengia esposta ed acrobatica
Si attacca un breve muro verticale di pochi metri, traversando a sinistra fino a trovarsi su una paretina che sbuca su un’ampia sella, da dove inizia la seconda parte della salita, caratterizzata da una liscia parete che si attraversa in salita verso destra, appoggiando i piedi su un cavo metallico per alcuni metri.
Poi si risale un muro verticale per qualche metro che sbuca su uno spigolo, dove ci attende una salita verticale che conduce all’unico strapiombo presente sulla via. Superato questo breve passaggio di forza, agevolato da scalini e cavo, si perviene a un traverso che conduce al “Pont de Singe”, termine con il quale oggi si identificano i ponti costituiti da un unico cavo per l’appoggio dei piedi.
Questo “ponte delle scimmie” è lungo 6 metri e prosegue verso una placca aerea e panoramica che conduce a un tratto più verticale, fino all’ultimo muretto che porta all’uscita nel bosco superiore (fine dei cavi, circa 40 minuti dal parcheggio).
Da qui un sentiero in 10 minuti conduce a un belvedere sulla valle e sui paesini circostanti. Una rete di protezione evita che qualcuno, magari per distrazione o curiosità, possa finire oltre il margine della falesia.
Il sentiero di discesa, che dalla via ferrata riconduce alla base (direzione San Paolo Cervo), supera a metà una recinzione aperta per permettere all’escursionista di seguire integralmente il tracciato che fiancheggia, nella parte bassa, un torrente fino a raggiungere un grande masso chiaro che conduce alla strada asfaltata. Da lì si rientra al parcheggio in circa 15 minuti.
La via ferrata si percorre in un unico senso obbligato e guidato, con l’uso del consueto kit (noleggiabile anche alla base). La difficoltà è PD con un unico passaggio AD nello strapiombetto ed è quindi adatta anche a chi vuole iniziare questo tipo di attività, grazie alla facilità di accesso e alla brevità del percorso.













