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Vite in ascesa | 24 aprile 2026, 05:58

Sentiero dei Balzi Rossi, un recupero incompiuto tra bellezza e rischi

Dal confine italo-francese a Ventimiglia, il tracciato affacciato sul mare resta solo in parte valorizzato. Tra scorci spettacolari e tratti ancora pericolosi, il progetto di rilancio si è fermato a metà

In visita ai Balzi Rossi

In visita ai Balzi Rossi

Nel 2014, quando una nutrita rappresentanza del Club Alpino Italiano, attraverso la Commissione Tutela Ambiente Montano unificata, aveva preso in mano l’iniziativa di recuperare il sentiero dei Balzi Rossi (punto di partenza) fino ai Giardini Hanbury (tratto intermedio), per poi proseguire fino a Ventimiglia (punto di arrivo), riportando in vita – come avrebbe meritato – questo lembo di terra ligure: l’Intemelia.

Il progetto è stato approvato solo in parte. Ancora oggi questo tratto di costa viene percorso, ma il ripristino completo, così come era stato immaginato, non è mai stato portato a termine per vari motivi “confinali”. Ne risulta un sentiero costiero che, allo stato attuale, non può essere considerato una semplice passeggiata. Di seguito, comunque, una descrizione sommaria del percorso.

Parcheggiata l’auto in prossimità del confine di Stato Italia-Francia, si supera una sbarra raggiungendo subito dopo il primo edificio del Museo dei Balzi Rossi, proprio al di sotto della ripida falesia rocciosa in cui si aprono le grotte che hanno restituito numerosi reperti legati a corredi funebri paleolitici. Possibilità di visita a pagamento.

Superato il museo, il viottolo passa alle spalle di una spiaggetta, per poi risalire a fianco della ferrovia dopo una breve salita.

Il traverso praticabile solo con bassa marea

In prossimità della prima casetta lungo la ferrovia, si abbandona la stradina svoltando a destra e scendendo verso la costa lungo un sentiero immerso nella vegetazione mediterranea, tra grandi piante di aloe e agavi. Il tracciato, attrezzato con funi nei brevi passaggi più esposti, aggira Punta Garavano mantenendosi a pochi metri sul livello del mare.

Superata la punta, che forma un piccolo promontorio, si potrebbe proseguire evitando i “saliscendi” con una traversata sulle rocce a pelo d’acqua (EE), praticabile solo con bassa marea. In alternativa, si può risalire per un tratto, attraversando un ponticello pedonale sopra la ferrovia, per poi raggiungere comunque la spiaggia successiva con i caratteristici casotti in legno. La variante lungo il mare resta la più suggestiva, ma anche la più impegnativa.

Addossate al muraglione della ferrovia, al centro della spiaggia, due scalinate permettono di passare sotto la linea ferroviaria e risalire alla soprastante strada provinciale Ventimiglia–Balzi Rossi. Si svolta a destra e si prosegue sul marciapiede per circa un chilometro (attenzione al tratto in galleria). Giunti all’imbocco della seconda galleria, si devia a destra lungo una stradina sterrata che scende, inizialmente sopra la ferrovia: si tratta di un tratto ben conservato della via Julia Augusta.

La strada si inoltra in una pineta e conduce in breve alla cancellata dei giardini di Villa Hanbury. Qui il sentiero piega bruscamente a sinistra, attraversando un tratto incassato tra alti muri in pietra, per poi salire con decisione costeggiando il parco. Anche in questo caso è possibile la visita a pagamento.

In breve si raggiunge un piccolo gruppo di case e, superati alcuni gradini, si arriva all’ingresso di Villa Hanbury. Da qui, diversi sentieri interrotti da attraversamenti stradali rendono poco piacevole la prosecuzione verso Ventimiglia, allungando il percorso di circa due ore. Ed è proprio qui che emerge il limite principale del progetto: il tracciato sarebbe davvero fruibile da tutti solo con una valorizzazione completa dell’intero percorso costiero “Balzi Rossi – Ventimiglia”.

Per i più esperti e curiosi, resta un accenno al tratto ancora inagibile. Dalla cancellata del parco, invece di seguire la mulattiera tra i muraglioni a secco, si può deviare – scavalcando un muretto – verso una scogliera dirupata, da affrontare con estrema prudenza. Il passaggio è esposto e franoso, tanto da rendere consigliabile l’uso della corda per i meno sicuri.

Al termine della traversata si incontra una cinta a picco sul mare. Per evitare aree private, è necessario scendere in acqua (muniti di costume) e avanzare lungo un parapetto fino a raggiungere una piccola spiaggia. Da qui, un salvagente legato a una corda – se ancora presente – consente un passaggio acrobatico, quasi da parco avventura, verso la passeggiata a mare che conduce senza difficoltà all’ingresso di Ventimiglia. Il rientro ai Balzi Rossi può essere effettuato con i mezzi pubblici.

Arrivo su un piccolo promontorio

Scheda tecnica

  • Punto di partenza: Ponte San Ludovico (confine di Stato)
  • Punto di arrivo: Ventimiglia (con tratti ancora inagibili)
  • Lunghezza: circa 9 km (4 ore solo andata, escluse le visite)
  • Quota minima: livello del mare
  • Quota massima: 220 m
  • Dislivello in salita: 250 m
  • Dislivello in discesa: 280 m
  • Segnavia: assente
  • Difficoltà: E con tratti EEA

Nota: il proseguimento costiero verso Ventimiglia resta “avventura pura” (circa 1 ora). In alternativa, è possibile deviare su un percorso a quota 300 metri, con lunghi tratti asfaltati (circa 2 ore).

Articolo e foto di Lodovico Marchisio

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