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Salute in Valle d'Aosta | 29 maggio 2026, 16:19

Approvato il progetto “Ambulatorio diffuso della fragilità”: più prevenzione e presa in carico sul territorio

La Giunta regionale vara un nuovo modello sperimentale per rafforzare l’assistenza di prossimità alle persone anziane, con disabilità e non autosufficienti, puntando sull’integrazione tra medici di base, servizi sociali e sanitari territoriali

L'assessore Carlo Marzi

L'assessore Carlo Marzi

La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha approvato oggi, venerdì 29 maggio 2026, il progetto sperimentale “Ambulatorio diffuso della fragilità”, un nuovo modello organizzativo pensato per rafforzare la presa in carico delle persone anziane, con disabilità o non autosufficienti attraverso una rete integrata di servizi territoriali.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Regione autonoma Valle d’Aosta e l’Azienda USL e coinvolgerà medici di medicina generale, servizi sociali e sanitari territoriali, Punti Unici di Accesso (PUA) ed équipe multiprofessionali con l’obiettivo di intercettare precocemente i bisogni delle persone fragili e accompagnarle nel tempo con percorsi personalizzati.

«Con questo progetto la Valle d’Aosta anticipa concretamente l’orientamento nazionale che invita le Regioni a ripensare i modelli di assistenza e presa in carico della fragilità», spiega l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi.

«L’Ambulatorio diffuso della fragilità rappresenta un cambio di paradigma: meno ospedale e più territorio, meno emergenza e più prevenzione. L’obiettivo è mettere realmente al centro le persone fragili, intercettandone precocemente i bisogni e accompagnandole nel tempo con percorsi integrati e personalizzati, vicini al loro contesto di vita», aggiunge Marzi.

Secondo quanto evidenziato dalla Regione, il progetto si inserisce in un contesto demografico sempre più complesso, caratterizzato dall’invecchiamento progressivo della popolazione, dalla presenza di territori soggetti a isolamento e dall’aumento dei bisogni socio-sanitari legati alla non autosufficienza.

L’obiettivo dell’Ambulatorio diffuso della fragilità sarà quindi quello di rafforzare la capacità del sistema territoriale di intervenire in modo precoce, evitando che situazioni delicate possano trasformarsi in condizioni acute o emergenziali.

«In questo modo si favorisce la permanenza al domicilio, riducendo il ricorso non necessario al Pronto soccorso e alle strutture residenziali», sottolinea ancora Carlo Marzi.

Per la Regione il tema della fragilità rappresenta una priorità politica e sociale che coinvolge direttamente le famiglie, le persone anziane e le persone con disabilità, ma anche la sostenibilità futura del sistema di welfare valdostano.

Attraverso questo nuovo progetto sperimentale, l’Amministrazione regionale intende dunque rafforzare il modello di sanità territoriale e di prossimità, superando progressivamente l’idea dell’ospedale come unica risposta ai bisogni di salute e assistenza.

je.fe.

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