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ATTUALITÀ | 24 maggio 2026, 21:26

Calabresi tra Valle d’Aosta e Locri-Gerace: il viaggio che non spezza mai il filo

Un legame che non si è mai spezzato, fatto di partenze, lavoro al Nord e ritorni puntuali d’estate verso il Sud. È quello che unisce molte famiglie di origine calabrese residenti in Valle d’Aosta, che ogni anno, appena possibile, riprendono la strada verso la costa ionica reggina e verso la dimensione più identitaria delle proprie radici. Metropolitana di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Di Pietro succede a monsignor Francesco Oliva

Monsignor Cesare Di Pietro

Monsignor Cesare Di Pietro

Monsignor Cesare Di Pietro è nato il 12 marzo 1964 a Messina, nell'omonima Arcidiocesi. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Messina e il Baccalaureato presso l'Istituto Teologico San Tommaso di Messina. Tra le mete più frequenti c’è il territorio della Diocesi di Locri-Gerace, una delle realtà ecclesiali più significative della Calabria meridionale, dove fede popolare, tradizioni e vita comunitaria continuano a rappresentare un elemento centrale del tessuto sociale.

Per molti emigrati e discendenti di emigrati calabresi che vivono in Valle d’Aosta, il ritorno nei paesi d’origine non è soltanto una vacanza. È un passaggio identitario che si rinnova ogni anno: la partecipazione alle feste religiose, la presenza alle celebrazioni patronali, il riannodarsi dei rapporti familiari e comunitari che la distanza geografica non ha mai cancellato del tutto.

In questo contesto si inserisce anche il profilo di Monsignor Cesare Di Pietro, figura di primo piano della Chiesa italiana contemporanea.

Nato il 12 marzo 1964 a Messina, ha alle spalle un percorso formativo che unisce diritto e teologia: laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina e Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Teologico San Tommaso. Ordinato sacerdote nel 1997, è incardinato nell’Arcidiocesi metropolitana di Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi di rilievo sia a livello diocesano che in ambito vaticano, tra cui quello di segretario particolare dell’arcivescovo di Messina, addetto di segreteria presso la Congregazione per i Vescovi a Roma, rettore del seminario arcivescovile e vicario generale della diocesi.

Nel 2018 è stato nominato vescovo ausiliare di Messina e vescovo titolare di Nicopoli all’Jantra, ricevendo l’ordinazione episcopale il 2 luglio dello stesso anno.

All’interno della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Di Pietro ricopre oggi l’incarico di segretario della Commissione episcopale per la Liturgia ed è vescovo delegato per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso.

La presenza calabrese in Valle d’Aosta è una delle tante storie di migrazione interna che hanno segnato l’Italia del secondo Novecento. Lavoro, opportunità economiche e stabilità hanno portato migliaia di persone a stabilirsi nel Nord, senza però interrompere il legame con i territori d’origine.

Oggi questo legame si manifesta soprattutto nei periodi estivi, quando il ritorno al Sud diventa una pratica quasi collettiva. Non solo per ragioni familiari, ma anche per mantenere viva una rete sociale e culturale che resta fortemente ancorata ai paesi di origine.

In questo quadro, la dimensione religiosa continua a svolgere un ruolo centrale: le feste patronali, le processioni e le celebrazioni rappresentano momenti di ricomposizione comunitaria tra chi è rimasto e chi è partito.

Il rapporto tra Valle d’Aosta e Calabria, letto attraverso queste traiettorie individuali e familiari, racconta una dinamica più ampia: quella di un Paese che continua a vivere di mobilità interna e di identità plurime.

Il ritorno estivo nei luoghi d’origine non è soltanto un gesto affettivo, ma anche una forma di continuità culturale. Una sorta di filo che unisce territori lontani, ma ancora capaci di riconoscersi all’interno di una stessa storia.

pi.mi.

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