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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 30 aprile 2026, 16:00

Emergenza estiva al “Parini”: piano straordinario per il Pronto Soccorso

Con 12 medici in servizio e una popolazione che decuplica, l’USL punta su incentivi, alloggi e modelli organizzativi flessibili per garantire la sicurezza delle cure.

Emergenza estiva al “Parini”: piano straordinario per il Pronto Soccorso

L’Azienda USL Valle d'Aosta sta predisponendo il piano di contrasto all’iperafflusso turistico della stagione estiva, periodo in cui il territorio regionale registra, come ogni anno, un afflusso di visitatori molto rilevante, con una popolazione presente che può arrivare fino a 7-8 volte quella residente.

Nonostante il trend positivo sul reclutamento dei medici e dei professionisti sanitari, risultato del progetto “recruiting” varato qualche anno fa, in alcune specialità la carenza di medici a livello nazionale resta una significativa criticità. In particolare per quanto riguarda il Pronto Soccorso dove al “Parini” risultano attualmente operativi 12 medici, un numero largamente insufficiente rispetto al fabbisogno assistenziale. A questa condizione si aggiunge la necessità di garantire al personale sanitario la fruizione delle ferie estive, non comprimibili e indispensabili per il recupero psicofisico, elemento che incide ulteriormente sulla disponibilità complessiva di risorse nei mesi di massimo afflusso. Alla luce di questi elementi, l’Azienda sta mettendo in campo tutte le azioni possibili per garantire la continuità e la sicurezza nei servizi di emergenza-urgenza.

«Ci troviamo ad affrontare una stagione estiva che, come ogni anno, porterà un aumento molto significativo della popolazione presente sul territorio, ma in un contesto più complesso rispetto al passato - dichiara il Direttore sanitario, Mauro Occhi -. La carenza di medici, in particolare nell’area dell’emergenza-urgenza e della medicina territoriale, è una criticità reale e concreta. L’impossibilità di ricorrere a cooperative, i famosi “gettonisti”, rappresenta un’ulteriore vincolo cui peraltro non possiamo sottrarci. Pertanto stiamo mettendo in campo tutte le soluzioni possibili – dal reclutamento straordinario, agli incentivi logistici, fino alla possibile misura estrema riorganizzazione interna – per garantire la tenuta del sistema e la sicurezza delle cure. La nostra riconoscenza va agli operatori - che sappiamo sono prossimi ad affrontare un periodo impegnativo – nonché ai cittadini e ai turisti che vorranno fare un uno appropriato dei servizi, a partire dal Pronto Soccorso».

Per far fronte a questa condizione è stata avviata una raccolta di adesioni volontarie da parte di medici disponibili a coprire turni aggiuntivi di Pronto Soccorso nei mesi di luglio, agosto e settembre, sono stati pubblicati bandi per il conferimento di incarichi libero-professionali rivolti a medici dell’emergenza-urgenza e ne sarà potenziata la diffusione. Si sta inoltre valutando la possibilità di mettere a disposizione foresterie o alloggi a prezzi agevolati, con l’obiettivo di favorire l’adesione di professionisti provenienti da fuori regione. Inoltre è già programmato un nuovo concorso per medici dell’emergenza allo scopo di intercettare medici specializzandi che conseguiranno il titolo nel prossimo autunno. Sono stati inoltre attivati contatti con altre aziende sanitarie nel tentativo di reperire personale medico disponibile, ma tali interlocuzioni non hanno purtroppo prodotto esiti positivi.

Accanto a queste misure, l’Azienda sta lavorando per riproporre e adattare modelli organizzativi già sperimentati con efficacia, come quello dell’“Ospedale adattabile”, che consente una gestione flessibile delle risorse in funzione dei picchi di attività. L’esperienza dello scorso anno conferma la pressione straordinaria a cui il sistema è sottoposto nel periodo estivo: il 16 agosto 2025 sono stati registrati 232 accessi al Pronto Soccorso in una sola giornata, mentre l’11 agosto si è raggiunta una presenza contemporanea massima di 59 utenti. Dati che evidenziano la necessità di una pianificazione puntuale e di strumenti organizzativi flessibili per garantire la sicurezza e la qualità delle cure.

Parallelamente, l’organizzazione territoriale sarà ulteriormente adattata ai bisogni emergenti. La programmazione dei turni di continuità assistenziale verrà modulata in maniera dinamica sulla base dei dati raccolti quotidianamente dall’area territoriale, mentre viene confermata e valorizzata l’attività dell’Unità di Continuità Assistenziale (UCA), evoluzione dell’esperienza maturata durante il periodo pandemico. L’UCA è composta da medici che supportano i Medici di Medicina Generale attraverso attività di ricettazione, visite domiciliari e assistenza ai pazienti fragili e non autosufficienti nelle strutture residenziali. Sarà inoltre perseguito il rafforzamento del “filtro” territoriale, anche attraverso ambulatori ad accesso diretto e servizi dedicati nei periodi di maggiore afflusso turistico, al fine di ridurre gli accessi impropri al Pronto Soccorso.

Oltre agli specialisti, la criticità nel reperimento di medici riguarda in tutto il Paese anche i Medici di Medicina Generale: nonostante la Regione abbia messo a disposizione borse di studio e l’Azienda continui a promuovere attivamente le opportunità di inserimento attraverso tutti i canali disponibili, resta complessa la copertura dei fabbisogni e delle sostituzioni. Attualmente, i Medici di Medicina Generale in servizio in Valle d’Aosta sono 73, affiancati da circa 30 medici impegnati nelle attività di accesso diretto, nelle UCA e negli interventi presso le strutture residenziali.

L’Azienda conferma quindi l’impegno a rafforzare ulteriormente la capacità di risposta del sistema sanitario regionale, attraverso tutte le azioni possibili per assicurare la continuità e la qualità dell’assistenza, con particolare attenzione ai servizi di emergenza-urgenza durante i mesi di massimo afflusso.

red

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