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FEDE E RELIGIONI | 13 aprile 2026, 18:00

Almanach de mardi 14 avril saint Maxime

Comprendo che le tentazioni sembrano piuttosto macchiare che purificare lo spirito, ma sentiamo qual è il linguaggio dei santi, e a tal proposito vi basti sapere, fra tanti, quello che dice san Francesco di Sales: che le tentazioni sono come il sapone, il quale diffuso sui panni sembra imbrattarli ed in verità li purifica. (Padre Pio da Pietrelcina)

Almanach de mardi 14 avril saint Maxime

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI APRILE

17 ven Servizio Catechesi e Pastorale giovanile – Incontro di verifica e programmazione Aosta / Oratorio del Centro

18 sab Week-end di spiritualità per operatori di pastorale familiare – Verbania “Democrazia. Il coraggio della partecipazione” – Torino / Sermig

19 dom 102ª Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore (colletta obbligatoria)

20 lun Ritiro di Pasqua per presbiteri e diaconi – Saint-Oyen / Monastero Regina Pacis e Château-Verdun

23 gio Riunione Segreteria C.P.D. – Aosta / Curia vescovile – ore 18.45

26 dom 63ª Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni

27 lun Riunione Consiglio O.P.M. – Aosta / Refuge Père Laurent – ore 18.00

La Chiesa celebra  San Lamberto di Lione Vescovo

La "Vita di Lamberto", redatta da un monaco di Saint-Wandrille agli inizi dell'VIII o IX secolo, narra le vicende di questo illustre abate di Fontenelle e vescovo di Lione. Nato da una ricca famiglia della diocesi di Therouanne, Lamberto, dopo l'educazione a corte, abbracciò la vita monastica a Fontenelle, succedendo a san Vandregisilo nel 668. Il suo decennio di governo fu segnato da un'eccezionale crescita patrimoniale dell'abbazia, favorita da donazioni regie come quelle di Childerico II e Teodorico III. Lamberto fondò inoltre monasteri in Provenza e nella Loira, consolidando l'influenza di Fontenelle. Nel 678 divenne vescovo di Lione, carica di cui si hanno scarse notizie, morendo poco dopo il 683.

Il sole sorge alle ore 6,50 e tramonta alle ore 20,13

« La guerra non è mai una soluzione: è la resa dell’uomo alla propria incapacità di riconoscere nell’altro un fratello » (Papa Leone XIV)
È una frase semplice ma piuttosto tagliente. Il punto centrale non è solo la condanna della guerra in sé, ma l’idea che il conflitto nasca da un fallimento umano prima ancora che politico: l’incapacità di vedere l’altro come pari. E’ una frase efficace perché sposta la responsabilità. Non dà colpa solo ai “grandi della terra”, ma chiama in causa tutti, anche a livello culturale e quotidiano. E questo, oggi, è forse ancora più scomodo della denuncia della guerra stessa.

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