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CRONACA | 05 marzo 2026, 16:40

Co-progettare spazi di comunità: a marzo due nuove ospiti per la residenza Arvier Innovation Sommario

Riparte ad Arvier il programma di residenza dedicato all’innovazione sociale e alla rigenerazione degli spazi pubblici. Due formatrici internazionali guideranno la comunità dell’Alta Valle in un percorso partecipativo fatto di memoria, mappature territoriali e progettazione condivisa, con l’obiettivo di trasformare luoghi e relazioni.

Co-progettare spazi di comunità: a marzo due nuove ospiti per la residenza Arvier Innovation  Sommario

Come può uno spazio pubblico smettere di essere soltanto uno spazio di passaggio e diventare invece un pezzo vivo di comunità? È la domanda che attraversa il nuovo ciclo di incontri che prende avvio a marzo ad Arvier, nel programma promosso dal Comune di Arvier all’interno del progetto pilota “Agile Arvier. La Cultura del Cambiamento”. L’idea non è solo quella di offrire momenti formativi, ma di lasciare al territorio strumenti pratici e linguaggi per continuare a costruire, anche dopo la residenza, una riflessione collettiva su come vivere gli spazi pubblici.

A marzo arrivano ad Arvier due figure che lavorano ai confini tra cultura, architettura sociale e pratiche partecipative: Christina Skarpari e Rita Elvira Adamo. La loro residenza, inserita nel progetto coordinato con la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura e con Netural Società Cooperativa a r.l. Impresa Sociale, si sviluppa lungo un mese di incontri aperti alla comunità dell’Alta Valle, senza costi di partecipazione.

Il lavoro delle due ospiti segue approcci diversi ma complementari. Skarpari porta ad Arvier una metodologia centrata sulla narrazione partecipata e sul visual storytelling. Il suo percorso esplora la relazione tra identità locale e spazio pubblico attraverso la raccolta di storie, simboli e memorie comunitarie, utilizzando la pratica chiamata “Sympraxis”, un metodo che prova a trasformare l’osservazione del territorio in un processo di co-costruzione culturale.

Adamo invece propone gli strumenti dei cosiddetti Glocal Tools, una sorta di “borsa degli attrezzi” metodologica pensata per tradurre esperienze di co-progettazione in azioni concrete. Il suo lavoro si muove tra pedagogia collettiva, ricerca territoriale e design sociale, con l’obiettivo di mappare luoghi significativi e spazi sottoutilizzati che potrebbero diventare punti di attivazione sociale tra Arvier e le vicine frazioni di Leverogne.

Dietro il programma c’è una visione precisa di innovazione culturale: non tanto la produzione di eventi, quanto la costruzione di capacità comunitaria diffusa. L’idea è che le persone del territorio possano appropriarsi di strumenti utili a immaginare in autonomia il futuro degli spazi pubblici, trasformando la partecipazione in un processo continuo e non episodico.

Gli incontri formativi previsti nel calendario di marzo saranno gratuiti e aperti a chiunque voglia partecipare. Si parlerà di memoria e simboli del territorio, di mappatura degli spazi potenziali, di camminate di comunità tra Arvier e Leverogne e di possibili strategie per riattivare piazze, luoghi di incontro e aree oggi poco utilizzate. Non si tratta solo di progettare fisicamente un luogo, ma di interrogarsi su come le relazioni sociali possano diventare la vera infrastruttura della vita pubblica.

Il progetto rientra nell’iniziativa “Agile Arvier. La Cultura del Cambiamento”, un intervento finanziato nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, linea dedicata ai laboratori educativi per la rigenerazione culturale dei territori. La residenza fa parte del più ampio programma “Arvier Innovation – Residenza per formatori innovatori”, con l’obiettivo dichiarato di sperimentare modelli di formazione aperta e di trasferimento di competenze alla comunità locale.

Il quadro dei partner internazionali rafforza l’impianto del progetto. A fianco delle istituzioni locali lavorano organizzazioni che hanno una forte presenza nel campo dell’innovazione sociale: Ashoka, rete globale di imprenditori sociali che sostiene soluzioni trasformative alle sfide ambientali e sociali; Holis, comunità che affronta le principali emergenze ecologiche e sociali contemporanee; e Wonder Grottole, realtà impegnata nella rigenerazione rurale attraverso forme di ospitalità diffusa e turismo attivo.

L’orizzonte che emerge da questa esperienza è quello di un territorio che prova a pensarsi non soltanto come spazio amministrativo ma come ecosistema relazionale. In un contesto alpino dove la trasformazione demografica e sociale impone nuove domande sul futuro dei piccoli centri, la sfida è capire se la cultura possa diventare un dispositivo di coesione e di sviluppo, non solo un patrimonio da conservare ma un linguaggio con cui costruire nuove forme di abitare.

Forse la vera scommessa di Arvier Innovation sta proprio qui: provare a insegnare alla comunità a guardare il proprio spazio con occhi diversi, senza aspettare che la progettazione arrivi dall’esterno. Perché un paese non è soltanto un insieme di case e strade, ma il racconto che le persone decidono di continuare a scrivere insieme.

 

je.fe.

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