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Piemonte NordOvest | 27 febbraio 2026, 05:57

L’Oldenhorn e le vie ferrate in zona

Escursione tra le guglie delle Alpi bernesi: dalla piramide dell’Oldenhorn alle tre vie ferrate del Rubli, con panorami d’alta quota e passaggi tecnici ma accessibili agli appassionati di montagna

In cima all’Oldenhorn (p. Lodovico Marchisio)

In cima all’Oldenhorn (p. Lodovico Marchisio)

L’Oldenhorn (3122 m) è una stupenda guglia piramidale. Se si resta un giorno in più nella zona del Diableret, dopo l’itinerario proposto nel numero precedente, dove vi abbiamo condotto sul “Ponte sospeso” e a girovagare sul ghiacciaio, si può – visto che ci si trova già a quasi 3000 metri, nella conca glaciale situata sotto l’impianto del bob estivo – salire in cima all’Oldenhorn.

Per poterlo fare occorre riprendere quota seguendo una traccia poco evidente che, aggirando i salti rocciosi scavati dall’erosione del tempo, conduce verso uno sfasciume abbastanza faticoso, superando i 400 metri di dislivello che separano dalla vetta, dove una bella croce ripagherà dalla fatica fatta (circa due ore di cammino).

Per chi volesse partire da casa per effettuare solo questo itinerario, si ricorda che da Aosta occorre dirigersi verso il traforo del Gran San Bernardo (galleria a pagamento in inverno e circa 14 chilometri di strada in più che scavalca il valico in estate). Se si vuole evitare il traforo, si può salire al colle e poi scendere dal versante svizzero fino a incontrare l’uscita della galleria a pagamento. Qualunque soluzione si scelga, si prosegue poi verso Martigny, Aigle e Les Diablerets, come indicato nell’itinerario precedente.

Se si dispone ancora di un giorno per restare in zona, si consiglia di spostarsi dai Diableret verso il Col du Pillon, dirigendosi poi verso Gsteig e cercando una pensione nelle vicinanze per trascorrere la notte. La zona offre sistemazioni per tutte le tasche, compresi numerosi campeggi attrezzati con bungalow.

Le Rubli con le tre vie ferrate

Il giorno successivo, transitando per il suggestivo paesino di Saanen, si staglia nel cielo la guglia delle mete più ambite: la cima chiamata “Le Rubli”, a 2284 metri sopra Rougemont.

Su questa montagna sono state attrezzate tre vie ferrate. Una rappresenta la via normale di salita alla vetta, la più facile; la seconda è più aerea e tecnica ma comunque affrontabile da molti escursionisti esperti; la terza è la più impegnativa, sul lato più esposto e in ombra della montagna.

Quest’ultima è una via ferrata classificata TD+, con passaggi di forza che richiedono buona preparazione fisica e tecnica, ed è contrassegnata dal numero 3. La salita e la discesa richiedono circa due ore complessive. Durante la progressione è possibile osservare la fauna alpina: a circa 40 metri di quota, un branco di camosci era visibile mentre riposava al sole, ormai abituato alla presenza umana.

Il punto di accesso alla ferrata di difficoltà media è Rougemont, in direzione del lago. Chi arriva direttamente dall’Italia da Aigle percorre la strada statale n. 11 fino al Col des Mosses, poi verso Château-d’Œx e quindi a destra per Rougemont.

In zona sono presenti altre vie ferrate, tra cui la bella ferrata della Tour d’Aï sopra Leysin. È comunque necessario disporre di kit da ferrata e casco.

Sulla ferrata di media difficoltà

Una ovovia, aperta solo nei giorni festivi e prefestivi e chiamata “Videmanette”, conduce a quota 2150 metri, a circa 135 metri dalla cima. Dall’arrivo dell’impianto è necessario scendere verso il colletto divisorio denominato “Homme de Pierre”. Il dislivello complessivo è di circa 200 metri e il percorso si copre in circa 15 minuti di discesa sul lato sinistro per chi proviene da valle (destra orografica).

Un cartello indicatore segnala l’accesso alle tre vie ferrate. La soluzione ideale è salire in vetta utilizzando la via numero 2 e scendere lungo la numero 1, che è quasi un sentiero attrezzato più che una vera via ferrata, evitando i passaggi più difficili della parete e facilitando il rientro.

Lodovico Marchisio

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