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FEDE E RELIGIONI | 17 febbraio 2026, 08:00

Un Ministero della Pace sarebbe davvero possibile?

La proposta della Associazione Don Oreste Benzi

Un Ministero della Pace sarebbe davvero possibile?

Di Simone Baroncia - ACI Stampa

«Il compito dei cristiani è assumere responsabilmente le sfide che questo nostro tempo ci presenta, a partire dalla messa in discussione delle istituzioni che hanno garantito la pace, almeno in questa nostra parte di mondo».

Con queste parole il presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, ha aperto, a conclusione del mese dedicato alla pace, alla Domus Mariae di Roma, i lavori della giornata di studio dedicata al messaggio di Papa Leone XIV, “La pace sia con voi. Verso una pace disarmata e disarmante”, promossa dall’ACI, dalla Pontificia Università Lateranense, dall’Istituto di diritto internazionale “Giuseppe Toniolo” e dal Forum internazionale di Azione cattolica.

Laila Simoncelli, coordinatrice della Campagna “Ministero della Pace” dell’Associazione Papa Giovanni XXIII, spiega di cosa si tratta:

«Il Ministero della Pace è la rivendicazione, come resistenza collettiva dei cittadini, per affermare che la pace deve essere una priorità dell’azione pubblica, perché ci sono esigenze storiche che non possiamo trascurare, come quando ci sono state esigenze storiche per creare il Ministero della Salute o quello dell’Ambiente. Quindi è ora che venga istituito un Ministero della Pace, perché è una priorità della politica attiva a favore di una nuova resistenza, anche culturale, contro la violenza strutturale di questa mentalità di guerra, che sta invadendo la nostra società».

È stata un’idea di don Oreste Benzi: come è nata?

«Questa proposta di istituire un Ministero della Pace è stata un’intuizione del Servo di Dio don Oreste Benzi, che nasce da una condivisione di vita con le vittime del conflitto dei Balcani negli anni ’90: è il grido di queste vittime rivolto a noi, che eravamo presenti, e a don Oreste, che ci dice ancora oggi che nei secoli si è sempre organizzata la guerra; quindi è ora di organizzare la pace».

I vescovi italiani hanno lanciato l’idea di rendere “casa di pace” ogni parrocchia: è possibile?

«Certamente! È una bellissima espressione della CEI, perché ogni parrocchia, ogni corpo intermedio e anche noi dobbiamo essere “casa di pace”. Credo che anche le parrocchie siano un luogo privilegiato dove creare luoghi in cui la pace può diventare arte, luoghi dove offrire competenze».

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