La stretta alla compensazione dei crediti fiscali, introdotta della legge di Bilancio 2026, riduce da 100 mila a 50 mila euro la soglia dei debiti iscritti a ruolo oltre la quale è vietata la facoltà di compensazione orizzontale in F24 dei crediti, fatta eccezione per i crediti di natura previdenziale e assistenziale (cfr. art. 1, c. 116, L. n. 199/2025).
La disposizione si limita a modificare la soglia, mentre restano invariate le regole stabilite dalla disciplina di riferimento (art. 37, co. 49-quinquies, D.L. n. 223/2006 e art. 5, co. 7, D.Lgs. n. 33/2025). Pertanto, i crediti INPS ed INAIL possono continuare ad essere compensati nel modello F24 anche con debiti iscritti a ruolo superiori a 50 mila euro.
E’ bene segnalare che anche grazie al contributo della CNA, con la predisposizione di un apposito emendamento alla legge di Bilancio, dalla norma originaria è stata cancellata l’impossibilità di utilizzare i crediti relativi ad agevolazioni fiscali, compresi anche quelli emergenti dalla cessione delle detrazioni per lavori edili, dal divieto di compensazione con i debiti previdenziali ed assistenziali. Norma che avrebbe creato notevoli difficoltà a tutte le imprese del settore edile.
Resta confermata la possibilità di compensare i crediti emergenti dalle dichiarazioni con i debiti della stessa natura. In altre parole, un credito emergente dalla dichiarazione IRPEF, IRES, IVA o anche IRAP può essere compensato con debiti avente la stessa natura, direttamente nella relativa dichiarazione annuale da cui sorge il debito (c.d. compensazione verticale).
E’ importante sottolineare che dal computo del limite dei 50.000 euro vanno esclusi:
- i debiti indicati nelle cartelle di pagamento per cui è stato ammesso il versamento rateale e non è maturata la decadenza;
- i debiti indicati nelle cartelle di pagamento per cui si è optato per la c.d rottamazione quinquies (cfr. art. 1, commi da 82 a 101, della legge di Bilancio 2026) e non è maturata la decadenza.
Dai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, in sede di audizione parlamentare tenutasi il 27 marzo 2025, in tema di “Indagine conoscitiva sulla gestione del magazzino fiscale in carico all’Agenzia delle entrate-Riscossione” il numero di contribuenti con carichi residui affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 31 gennaio 2025, di ammontare compreso tra 50 mila e 100 mila euro, risulta pari a circa 890 mila che rappresenta circa il 2% della platea dei 44 milioni di contribuenti italiani.
I crediti in oggetto ammontano ad un valore complessivo stimato in circa 62 miliardi di euro, con un ammontare medio di 69.000 euro.












