/ Vite in ascesa

Vite in ascesa | 06 febbraio 2026, 06:27

La Vaucluse, terra di vento e di pietra

Tra Provenza e Alpi, la Vaucluse racconta una storia di lavanda, vento e grandi ascensioni. Dal mito umanistico di Petrarca alla salita del Mont Ventoux lungo il versante nord, un itinerario escursionistico immerso nella foresta, con uno sguardo alle spettacolari Gorge de la Nesque

La Vaucluse, terra di vento e di pietra

Tra la lavanda più profumata e il sapore del mosto selvaggio, si apre una regione dove l’estate si attarda a morire, protetta da caldi venti di ponente. Si tratta della Vaucluse, dipartimento francese confinante – tanto per localizzarne l’accesso – con la Drôme a nord, le Alpi dell’Alta Provenza a est, il Varo e le Bocche del Rodano a sud, il Gard e l’Ardèche a ovest.

Le principali città, oltre al capoluogo Avignone, sono Apt, Carpentras, Cavaillon, L’Isle-sur-la-Sorgue, Orange, Pertuis e Bollène. La vetta più alta è il Mont Ventoux, alto 1.912 metri, sul quale – pur con fini parzialmente religiosi – si presume sia nata la prima salita di una cima a scopi anche esplorativi e della quale si ha quasi certezza storica.

La prima ascensione di cui sia rimasta traccia, infatti, è quella effettuata nel 1336 da Francesco Petrarca lungo il boscoso versante settentrionale. Egli descrisse accuratamente, quale poeta e umanista dell’epoca, il panorama straordinario che gli offriva la cima. Il nome di questa vetta significa “colui che si vede da lontano” e lungo le sue pendici è transitato più volte il Giro di Francia di ciclismo, motivo per cui è così famosa e raggiungibile anche in auto nei mesi estivi.

Per descrivere il sentiero più remunerativo e appagante che porta in cima mi rifaccio, come spesso accade, all’amico fondatore e figura chiave di Gulliver, Alberto Giolitti. L’itinerario scelto è quello con dislivello distribuito su piste forestali e sentieri senza pendenze eccessive, se non nell’ultima tratta di percorso.

Dal bivio della strada dipartimentale D40, seicento metri prima di giungere al bivio per Brantes arrivando da Vaison-la-Romaine, si gira a destra sul ponticello che oltrepassa il corso d’acqua Le Toulourenc e ci si dirige su strada in gran parte asfaltata per circa un chilometro e mezzo verso le località La Frache e Les Bernards. Poco dopo inizia lo sterrato e, in breve, si giunge al parcheggio in prossimità del bivio per la maison forestière.

L’itinerario si sviluppa lungo il versante nord del Mont Ventoux, all’interno della Forêt Domaniale du Toulourenc. Gran parte del percorso si snoda nella pineta ed è segnalato con paline verticali che indicano dapprima Mont Serein e successivamente Mont Ventoux, con presenza locale anche di tacche bianche e rosse.

Le località attraversate salendo sono Combe Rolland (807 m), Les Rouyerès (821 m) e Contrat 2 (1.284 m), a cui segue il bivio dal GR 9 al GR 4. Da qui il bosco lascia progressivamente spazio a sabbioni e macereti, con il sentiero che si fa più ripido nell’ultimo tratto, attraversando i tornanti della strada che porta in vetta al Ventoux.

La Vaucluse, però, è conosciuta anche dagli amanti dei sentieri da brivido per le Gorge de la Nesque, che dopo il Grand Canyon del Verdon rappresentano senza dubbio uno dei più strani fenomeni di erosione della Francia. Questo anche perché, mentre le altre spettacolari “gole” francesi si mostrano già da lontano, preparando il visitatore a un territorio di grandi fenomeni rocciosi, la Nesque è nascosta da un territorio interamente boschivo che, dall’alto, non lascia minimamente supporre un fenomeno carsico di siffatta levatura.

Lodovico Marchisio

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore