Negli ultimi mesi si è registrato un aumento significativo delle pratiche riguardanti persone colpite da truffe nel settore energetico, in particolare quelle legate a falsi operatori che contattano i cittadini sostenendo che il loro contratto di luce o gas sia “in scadenza”.
Si tratta di una comunicazione ingannevole e truffaldina che, nella maggior parte dei casi, porta all’attivazione non richiesta di un nuovo contratto, talvolta più costoso e con condizioni peggiorative rispetto al precedente.
Molti truffatori si presentano come l’attuale fornitore dell’utente, oppure come presunti incaricati della rete elettrica nazionale o di enti pubblici inesistenti. In molti di questi casi, chi riceve la telefonata viene convinto a stipulare un contratto telefonico che, di fatto, si trasforma in un contratto valido a tutti gli effetti giuridici, poiché firmato digitalmente.
Oltre al cambio di fornitura, vengono spesso proposti anche prodotti obsoleti (caldaie, kit energetici, pompe di calore), venduti a prezzi gonfiati e accompagnati da finanziamenti pluriennali.
Le vittime principali di queste truffe sono soprattutto gli anziani, più esposti a pressioni psicologiche e meno abituati a riconoscere le tecniche di telemarketing aggressivo.
Per contrastare il fenomeno è fondamentale ricordare alcune regole di base:
non esiste alcun obbligo di comunicare telefonicamente dati sensibili come POD, PDR o codice fiscale;
ogni modifica contrattuale deve essere confermata per iscritto. I contratti conclusi a distanza, in particolare nel settore delle utenze (luce, gas, telefonia), richiedono una conferma scritta o su un altro supporto durevole per essere pienamente validi e vincolanti. Dal 2025 la normativa si è ulteriormente inasprita, rendendo necessario il consenso scritto o una conferma formale delle condizioni: il semplice “sì” telefonico non è più sufficiente;
in caso di dubbio è sempre consigliabile chiudere la chiamata e contattare direttamente il proprio fornitore attraverso i canali ufficiali;
prima di sottoscrivere un nuovo contratto è importante prendersi il tempo necessario per riflettere: nessun fornitore può interrompere la fornitura da un giorno all’altro.
Un ultimo consiglio: esiste il diritto di ripensamento, che può essere esercitato entro 14 giorni per annullare qualsiasi contratto sottoscritto, sia per l’elettricità sia per il gas.
È inoltre previsto il diritto di recesso, che consente la chiusura di un contratto sia per il passaggio a un altro venditore sia per la cessazione dell’utilizzo di energia elettrica o gas.













