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Il bene comune | 10 gennaio 2026, 10:25

Prenditi cura dell’altro, dona il tuo sangue: ad Arvier parte la XVIII campagna regionale Fidas Valle d’Aosta

Il 24 gennaio ad Arvier la Fidas Valle d’Aosta lancia la nuova campagna regionale per la donazione di sangue e plasma. Obiettivo: sensibilizzare soprattutto i giovani e costruire una comunità di donatori periodici e responsabili. Al centro dell’incontro anche il tema dei trapianti e del legame vitale tra donazione di organi e sangue. Le parole del presidente regionale Rosario Mele

Prenditi cura dell’altro, dona il tuo sangue: ad Arvier parte la XVIII campagna regionale Fidas Valle d’Aosta

Il bene comune, a volte, passa da un gesto semplice e silenzioso: tendere il braccio e donare sangue. È da qui che riparte la XVIII Campagna regionale Donatori di sangue e plasma Fidas Valle d’Aosta, che sarà presentata sabato 24 gennaio 2026, dalle 18 alle 20, nella Sala Polivalente del Comune di Arvier, in via Saint Antoine 12.

Il titolo scelto per l’iniziativa è un invito diretto e senza giri di parole: “Prenditi cura dell’altro… Dona il tuo sangue”. Non uno slogan di circostanza, ma un programma di lavoro e una responsabilità collettiva.

L’evento sarà moderato dalla giornalista Paola Borgnino e vedrà la partecipazione di amministratori, sanitari, rappresentanti del volontariato e del mondo dei trapianti. Sarà l’occasione per fare il punto sull’attività trasfusionale, tracciare il bilancio dell’anno trascorso e indicare obiettivi e sfide del nuovo.

La Fidas punta soprattutto a coinvolgere chi sta diventando adulto: neo diciottenni, studenti, giovani famiglie, sportivi, militari, volontari, ma anche persone di culture e provenienze diverse. Tutti chiamati a maturare la scelta di diventare donatori periodici e responsabili, risorse decisive per il sistema trasfusionale regionale e nazionale.

Non solo sangue. Da quest’anno la campagna apre con forza anche al tema dei trapianti di organi, sottolineando il legame strettissimo tra le due forme di dono: entrambe salvano vite, entrambe restituiscono futuro.

A ringraziare i gruppi di donatori attivi in Valle d’Aosta – dalla federata “San Michele Arcangelo” ai gruppi della Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco, Ferrovieri, Les Amis du Sang e all’associazione “Silvy Parlato” – è il presidente regionale Rosario Mele, che nel suo intervento va dritto al cuore del messaggio.

«Prendersi cura dell’altro – afferma Mele – non è solo lo slogan della nostra campagna ma rappresenta l’impegno costante e continuativo di tutta la comunità dei Donatori e delle Donatrici di sangue e plasma della Fidas valdostana».

Il presidente lancia un invito semplice ma potente: «Invitiamo tutte e tutti a far propria questa chiamata, affinché si avvicinino alla donazione del sangue senza paure e con responsabilità. Tutti possono farlo».

Poi ricorda cosa significa davvero donare: «Donare sangue è un gesto responsabile, gratuito, anonimo, volontario, periodico e associato. Occorre aver compiuto 18 anni, pesare almeno 50 chili, essere in buona salute e avere uno stile di vita rispettoso della propria e altrui vita».

Mele entra anche nel concreto dell’organizzazione in Valle d’Aosta: «Si dona solo ed esclusivamente presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale “Umberto Parini” di Aosta o, in giornate dedicate, nel Poliambulatorio di Donnas».

Infine l’obiettivo strategico: «Scegliere di donare il sangue richiama tutti a un dovere civico di grande responsabilità – sottolinea – perché offre speranza di vita a trapiantati, pazienti oncologici, emofilici, talassemici e a tante altre persone. Con questa iniziativa vogliamo contribuire all’autosufficienza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e plasma per la produzione di farmaci».

L’adesione alla Fidas Valle d’Aosta è gratuita e può essere effettuata dal sito www.fidasvda.it oppure contattando il 348 8418095. La campagna sarà diffusa online e sui social, senza manifesti o locandine, anche per una scelta di risparmio e sostenibilità ambientale.

Dietro ogni donazione c’è una storia che continua. E il bene comune, questa volta, passa davvero da un gesto che non si vede, ma si sente.

pi.mi.

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