Nel tardo pomeriggio di ieri il carcere di Brissogne è stato teatro di un nuovo episodio di tensione, che riporta al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria e lo stato di salute del sistema carcerario valdostano.
Secondo quanto riferito dall’Osapp, un detenuto di nazionalità straniera si sarebbe procurato autonomamente delle lesioni. Accompagnato in infermeria per ricevere le cure, avrebbe rifiutato l’assistenza sanitaria, innescando momenti di forte agitazione. Nel corso della fase più critica, il detenuto avrebbe sferrato un violento pugno al petto a uno degli agenti presenti, provocandogli conseguenze fisiche, mentre un secondo operatore avrebbe riportato uno strappo muscolare durante le concitate operazioni di gestione dell’evento.
Il sindacato non usa mezzi termini: quella che fino a qualche anno fa poteva essere considerata un’eccezione è ormai diventata una dolorosa routine. Gli eventi critici all’interno della Casa circondariale di Aosta – denuncia l’Osapp – sarebbero quasi quotidiani, segnando una deriva fatta di aggressioni, disordini e crescente tensione.
La situazione valdostana viene inserita in un quadro ancora più ampio, quello del distretto Piemonte–Liguria–Valle d’Aosta, dove la gestione delle carceri appare sempre più complessa. Aumento dei detenuti, carenze di organico, strutture sotto pressione: un mix che, secondo il sindacato, sta alimentando un clima di pericolo costante per chi lavora negli istituti penitenziari.
Per questo l’Osapp ha deciso di alzare il livello dell’allarme, chiamando direttamente in causa il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e chiedendo l’invio di ispettori ministeriali per fare piena luce su quanto sta accadendo, verificare responsabilità e individuare criticità strutturali e organizzative.
«Non è più possibile assistere in silenzio a un’escalation di eventi critici che mette quotidianamente a rischio l’incolumità del personale», afferma il segretario generale Leo Beneduci. «Servono interventi immediati e concreti per ristabilire condizioni di sicurezza e legalità negli istituti penitenziari del distretto».
Un grido d’allarme che arriva da Aosta, ma parla di un problema più vasto: quello di un sistema penitenziario che sembra scivolare ogni giorno di più verso una drammatica normalità dell’emergenza.













