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AMBIENTE | 26 febbraio 2024, 14:15

VISTE DALL'OBIETTIVO DELLA MACCHINA FOTOGRAFICA

Una fotografia non è né catturata né presa con la forza. Essa si offre. È la foto che ti cattura (Henri Cartier-Bresson)

ZEBRE PEDONALI O PER PARCHEGGIO AUTO?

ZEBRE PEDONALI O PER PARCHEGGIO AUTO?

La testimonianza nel bene e nel male è come una fotografia della realtà umana, catturando istantanee potenti e incisive che parlano più eloquentemente di mille parole. In questa era di informazioni in continua crescita, una fotografia può spesso trasmettere un messaggio più profondo e immediato rispetto a un lungo articolo o a un discorso. Ogni immagine racconta una storia, denuncia o celebra, con un impatto immediato sul nostro cuore e sulla nostra coscienza. Attraverso queste testimonianze visive, siamo chiamati a riflettere sulla potenza delle immagini nel plasmare la nostra percezione del mondo e a riconoscere che, talvolta, una singola fotografia può valere più di mille parole di analisi o di retorica.

Le strisce pedonali diventano "zebre per parcheggio", ci troviamo di fronte a una trasformazione straordinaria: da luoghi sacri per il passaggio sicuro dei pedoni a veri e propri parcheggi improvvisati per auto e motorini. È una scena tanto comica quanto tragica, che si svolge quotidianamente sul palcoscenico delle strade di Aosta.

Immaginatevi la scena: le zebre, orgogliose e impavide nel loro intento di guidare i pedoni dall'altra parte della strada, vengono invece calpestate da macchine ignare e motorini impudenti, come se fossero meri dettagli decorativi del paesaggio urbano. E mentre le pattuglie della Polizia locale si aggirano per le vie della città, la vista delle zebre parcheggiate non fa altro che suscitare un sorriso amaro, poiché sembra che anche gli agenti non riescano a distinguere il nobile scopo di queste strisce dall'opportunità di un posteggio comodo.

Ma ecco che arriva il momento clou della commedia: il parcheggiatore zebrato, colui che trasforma la sua vocazione in una vera e propria arte, giustificando il suo comportamento con argomenti tanto improbabili quanto irresistibili. "Dovevo portare il cane a fare pipì nel verde pubblico in Piazzale Ermelinda Ducler" - una scusa così assurda da meritare un applauso sarcastico. È come se la zebra diventasse il palcoscenico di un'opera buffa, dove i protagonisti si muovono tra le linee bianche con una maestria tutta loro.

Ma dietro a questa commedia si nasconde una tragedia silenziosa: la mancanza di visibilità. Con le auto parcheggiate sulle zebre, i pedoni che cercano di attraversare diventano invisibili, costretti a rischiare la propria incolumità per farsi largo tra le lamiere. E non dimentichiamo i marciapiedi, teatro di un'altra battaglia quotidiana, dove il passaggio di pedoni, carrozzine e passeggini si trasforma in un'odissea, con ostacoli inaspettati lungo il percorso.

Con tanto buonsenso l'autista della Vita ha lasciato libero il passaggio pedonale, metre gli automobilisti che non sanno dove stanno di casa i dititti altri scambiano le strisce pedonali per zebre sille quali parcheggiare.

In conclusione, la lotta tra zebre e parcheggiatori è una commedia dell'assurdo che si ripete ogni giorno nelle strade di Aosta. Ma dietro le risate e le battute si nasconde una realtà seria e problematica, che richiede l'attenzione delle autorità e il rispetto di tutti i cittadini per riportare un po' di ordine e sicurezza nelle strade della città.

red

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