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Vite in ascesa | 09 febbraio 2024, 10:00

TETE DE LA CASSILLE

di Lodovico Marchisio

Tête de la Cassille

Tête de la Cassille

La sempre gradita e sospirata croce di vetta pone fine alla salita e come sempre estatici davanti alla bellezza del creato, non ci resta che percorrere tristemente la via del ritorno a casa, che pone fine a questa giornata di isolamento completo come solo una cima sa donare all’escursionista avido di paesaggi mozzafiato e alla ricerca di quella pace interiore che la montagna sa donare a tutti noi. La cima in esame si trova sul versante italiano in provincia di Torino.

A metà precorso

Relazione tecnica:

Altezza Massima raggiungibile:  3069 m

Tempo di salita: 4 h

Tempo Totale (AR): 7 h circa

Dislivello: 1057 m

Difficoltà: EE

Materiale occorrente: Da escursionismo (utili i bastoncini telescopici); all’inizio di stagione può essere necessaria la piccozza per la presenza di nevai e la pendenza di alcuni tratti.

Accesso in auto: Torino, Bardonecchia, Colle della Scala, Nevache, Chalets de Laval oppure Torino, Oulx, Cesana, Clavière, Monginevro, La Vachette, Plampinet, Nevache ecc. (Il valico del Colle della Scala è transitabile solo nei mesi estivi).

Località di partenza: Chalet de Laval m 2012

Località di arrivo: Idem 

Descrizione Itinerario: Si percorre in auto la lunga valle della Clarèe fino alla fine della strada (stretta ma asfaltata), parcheggiando negli ampi spazi a disposizione (pannelli indicatori). Tenere presente che nella stagione estiva il transito alle auto private è regolamentato a seconda dell’orario di arrivo: esiste normalmente un servizio di navetta che permette di raggiungere comodamente la partenza degli itinerari escursionistici in valle. Utile informarsi preventivamente per non avere sorprese. Lasciata l’auto si scende a sinistra, sud, per attraversare il torrente Clarèe (le sue acque sono veramente chiare, cristalline), da cui la valle prende il nome. Si passa un ponticello e si attraversano i prati facendo attenzione al pantano di fondo, per risalire sulla sponda opposta e alzarsi con ripidi tornanti nel rado bosco di larici. Il sentiero prosegue verso ovest lasciandosi alle spalle il boschetto, oltrepassa alcuni ruscelli e raggiunge una costola morenica di cui segue la sommità, innalzandosi ripido in direzione sud, ormai al di sopra della fascia di vegetazione arborea. Alla sua sinistra, senso di marcia, scorre il ruscello emissario del Lac des Beraudes, che si trova nella conca soprastante e che può essere meta raccomandabile e poco faticosa per chi ha poco tempo a disposizione, o poco allenamento.

Passaggi finali

Prima di raggiungere il culmine del pendio, si lascia il sentiero principale, prendendo una traccia che sulla sinistra (senso di marcia) taglia la bastionata rocciosa in direzione est. Con un lunghissimo traverso a mezza costa su terreno detritico sotto le guglie calcaree, si raggiunge la base del versante pietroso: il sentiero serpeggia ripidissimo in salita, verso sud, e guadagna la conca che racchiude il piccolo e solitario Lac Rouge. La progressione è abbastanza faticosa, la traccia non è sempre ben visibile, l’importante è seguire i pochi ometti e individuare la direzione da seguire. L’ambiente è arido e desolato, proprio per questo motivo è anche affascinante, in netto contrasto con il fondovalle così verde e ricco di acque. Si prosegue lasciando lo specchio d’acqua alla destra e seguendo il sentiero che supera alcuni valloncelli detritici e stentate chiazze erbose ci s’innalza abbastanza comodamente in direzione est.

La meta è già visibile, appare alla destra (sud) e sembrerebbe meno lontana di quel che è: la salita infatti non è diretta, perché il versante nord è troppo impervio. Si raggiunge il fondo del vallone detritico, innalzandosi a sinistra su precarie tracce sugli sfasciumi, fino a raggiungere il colletto alla sommità di un ripidissimo e stretto canale. Di qui si volge a destra (senso di marcia), si segue la larga cresta di rocce rotte (Crete de la Casse Blanche), in direzione est, evitandone facilmente le maggiori difficoltà, fino a raggiungere la base della Tete de la Cassille. Un ultimo traverso in cresta che si fa più stretta, facilmente aggirabile sul lato meridionale, su ripide cenge erbose, permettono di raggiungere il pendio terminale.

A due passi dalla vetta

La traccia sale sugli sfasciumi fino a guadagnare l’anticima che un intaglio separa dalla vetta: un piccolo traverso che richiede un minimo di attenzione e si raggiunge la croce in legno con la scritta: Je vaux ce que je veux. Il panorama è superbo, a 360°, dalle cime del Delfinato al Pic de Rochebrune, al lontano Monviso, dai Cerces alla Crete du Queyrellin, al Thabor e al Pic del Thabor per citarne solo alcune. Tempo totale di salita circa 4 h. La discesa ripercorre l’itinerario di salita.

ascova

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