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ATTUALITÀ | 29 dicembre 2023, 09:23

Addio allo zio Fabio Morini: un ricordo di gioia, generosità e semplicità

A 84 anni ha concluso il suo arduo cammino nel nostro difficile mondo

Santuario di Fontanellato

Santuario di Fontanellato

Mio zio, Fabio Morini, ci attende ora in un mondo migliore. A 84 anni ha concluso il suo arduo cammino nel nostro difficile mondo. Lo ricordiamo semplicemente fantastico: loquace, galante, generoso, pieno di risorse, divertente e capace di garbato umorismo. Dopo una lunga carriera presso la Fiat come collaudatore, è diventato un pilastro portante della ditta artigianale di famiglia, la Mopa, che produceva con successo accessori per auto. In seguito, ha lavorato proponendo la sua merce ai mercati: rammento con quanta gioia andasse a Sissa. Gli piaceva stare tra la gente e chiacchierare.

Per la famiglia era un solido punto di riferimento: c'era sempre lui al volante quando qualcuno doveva spostarsi per qualche esigenza sanitaria o burocratica. Ha avviato con entusiasmo i figli alla pratica sportiva, con la predilezione per il calcio che contraddistingue tutti i Morini. Accompagnava agli allenamenti non soltanto Corrado e Francesco, ma tutti i bambini del circondario che riusciva a coinvolgere.

Ha trascorso buona parte della sua vita a Viarolo, trasferendosi poi a San Secondo Parmense negli ultimi anni.

Caro zio, quanti bei ricordi! Eri tu che venivi a prendermi e a riaccompagnarmi alla stazione di Parma. Insieme, andavamo al Santuario di Fontanellato e poi a comprare la torta fritta. Un saluto ai nonni nel cimitero monumentale della Villetta non mancava mai. Indimenticabili le belle serate presso le trattorie tipiche, dove tutto il parentado ordinava rane e lumache, mentre noi due volevamo i tortelli di erbette!

Raccoglievi puntualmente gli autostoppisti. Un giorno, sotto il sole, c'era una mamma in attesa che chiedeva un passaggio. Era straniera e sordomuta. Ma tu, che parlavi soltanto l'italiano e il dialetto parmigiano, chissà come, hai capito dove voleva dirigersi e l'hai portata fin là.

Ti piaceva passeggiare lungo il Taro, a contatto con la natura.

Mi mancherai: non sentirò più la tua voce, identica a quella di papà, e non incrocerò più il tuo sguardo allegro, scanzonato.

Le magagne e le preoccupazioni burocratiche, che da sempre incombono sulla nostra tribù come una maledizione, non ti hanno risparmiato e hanno reso più difficile la tua terza età e quella di zia Carla. Arrivederci, zio, nella Luce che non tramonta. Mi piace pensare che in Paradiso tu abbia riabbracciato i tuoi genitori e i tuoi fratelli, Giorgio, Orietta e Marisa.

"Possano tutti gli esseri viventi restare liberi dal dolore".

Edi Morini

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