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Il rosso e il nero | 19 novembre 2022, 09:00

L'IDOLATRIA DEL POTERE

Se si vuole avere una possibilità di agibilità e di stabilità governativa è necessario allargare i confini della maggioranza in modo da evitare che il singolo consigliere sia determinante

L'IDOLATRIA DEL POTERE

Devo dire la verità. Mi aspettavo di più dalla conferenza-stampa, sulla situazione politica regionale, della Associazione "Evolvendo", pur in presenza di alcuni spunti interessanti.

La sensazione che ne ho, comunque, ricavato è che siamo in presenza di un ennesimo rinvio, con la richiesta di un ennesimo tavolo di "discussione e approfondimento". Ma si sa, nel nostro belpaese, quando non si sa (o non si vuole? ) che pesci pigliare, si apre un tavolo...e non si lancia la rete: Ed è quello che alla fine Evolvendo chiede, ma per fare cosa? I diciotto partiti (tanti quanti sono i consiglieri regionali della maggioranza) sono asserragliati in una sorta fi fortilizio e nessuno è disposto a cedere o a mettere in discussione il proprio ruolo.

Tutto ruota attorno alla gestione del potere e alla sua idolatria. Per questo era auspicabile (ed è ancora auspicabile) una iniziativa che facesse saltare proprio quel tavolo che, invece, è stato ancora invocato. Come fa un consigliere (il 18°) a restare per ben 18 mesi su una graticola senza trovare il coraggio di dire: Basta!? Come si fa a non capire che bisogna rompere il tabù dei 18?

Se si vuole avere una possibilità di agibilità e di stabilità governativa è necessario allargare i confini della maggioranza in modo da evitare che il singolo consigliere sia determinante. Ma anche questo rischia di essere insufficiente in assenza di un vero ed efficiente programma di governo, anche perché su cosa fare basta dare uno sguardo alle attuali condizioni socio-economiche della popolazione valdostana.

E, comunque, è necessario che il "diciottesimo" non sia più disposto ad essere preso per i fondelli e apra la crisi per dare corso ad un governo di salute pubblica che si ponga lo scopo principale di giungere ad una riforma elettorale regionale, dove si sappia sin da inizio legislatura chi è il presidente della Giunta, quale la sua maggioranza e quale il suo programma.

Solo così si metterà fine allo stillicidio delle maggioranze variabili pur di mantenere il potere.

Umberto Eco, nel suo romanzo "Il nome della rosa", fa dire al frate francescano Guglielmo da Baskerville: "Non c'è solo la lussuria della carne, ma ancora più terribile è la lussuria del potere". 

Romano dell'Aquila

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