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CRONACA | 17 settembre 2022, 15:40

Ma i GPS chi li aveva?

Tragedia sfiorata al Tor des Geants-Tor des glaciers concorrenti dispersi e salvati dal soccorso alpino e vigili del fuoco con forestali e altro personale pagato dalla regione. Atleti dispersi e semi assiderati e l’organizzazione incassa

Ma i GPS chi li aveva?

C’è da augurasi che non siano i valdostani a pagare le spese sostenute per trarre in salvo una decina di partecipanti al Tor des Geants-Tor des glaciers che a causa delle avverse condizioni del tempo si sono persi mentre salivano al col Barasson. E se nessuno li trovava, ed è passata una nottata, chi li aveva i GPS?

A speigare il tutto è il bollettino del soccorso alpino delle 09:15 del 17/9/2022: “Il Soccorso Alpino Valdostano coordina le operazioni di soccorso ai concorrenti del Tor des Geants-Tor des glaciers. I concorrenti che hanno segnalato di trovarsi in difficoltà a causa delle condizioni meteo avverse sono stati individuati e raggiunti dai soccorritori del Sagf e del SAV intervenuti via terra e stanno scendendo a valle. Al momento si tratta di 6 concorrenti in grado di procedere autonomamente e di uno barellato a causa della spossatezza e di lieve ipotermia.

Oltre alle guide alpine già in servizio-gara, a disposizione dell'organizzazione, sono operativi a supporto anche Corpo Forestale e Vvf. Se sarà necessario e se le condizioni meteo lo permetteranno, si prevede l'impiego dell'elicottero di soccorso, mentre l'elicottero SA3 viene utilizzatore il trasporto di personale e materiali a quote raggiungibili”. Un’ora dopo, 10,04, l’aggiornamento: “Sono in fase di conclusione le operazioni di recupero di 8 concorrenti del Tor des Geants-Tor des glaciers che avevano segnalato di trovarsi in difficoltà a causa delle condizioni meteo. Sono stati individuati e raggiunti dai soccorritori del Sagf e del SAV intervenuti via terra e stanno scendendo a valle. Al momento si tratta di 7 concorrenti in grado di procedere autonomamente e di uno barellato a causa della spossatezza e di lieve ipotermia. I 7 sono stati raggiunti nella zona del Col Barasson, quello barellato nel tratto tra il rifugio Champillon e Oyace. Le operazioni sono coordinate dalla Centrale Tor (la base operativa dell'organizzazione gara) e dalla Centrale Unica del Soccorso-Cus. Oltre alle guide alpine già in servizio-gara, a disposizione dell'organizzazione, sono operativi a supporto anche Corpo Forestale e Vvf. Un posto medico avanzato con medico rianimatore, infermieri e personale 118 è operativo a Saint-Rhemy-en-Bosses per eventuale assistenza agli atleti che sono sul percorso e che saranno fermati al punto di ristoro, termine della gara”. 

La fotografia è nitida e spiega il dispiegamento di forze e di personale in capo alla regione che sono intervenuti per prestare soccorso agli atleti di una manifestazione organizzata da privati che hano incassato ingenti somme con le quote di iscrizione ma che hanno dovuto chiedere il supporto della Regione. La Corte dei Conti si occuperà della questione? Farà risarcire i danni alla Regione?

Di più, l’organizzazione ha diffuso un comunicato dal titolo: “Il maltempo ferma il TORX®; A causa delle condizioni meteo estremamente avverse, con forte vento in quota e tempeste anche di neve. Per garantire le condizioni di sicurezza degli atleti le gare TOR330 – Tor des Géants® e TOR450 – Tor des Glaciers sono state fermate, mentre il TOR30 – Passage au Malatrà è stato annullato.  I colli Saint Rhémy, Des Ceingles e Malatrà sono stati resi impraticabili dalle intemperie della notte. Tutti i corridori verranno evacuati con i mezzi dell'organizzazione a Courmayeur. Per quanto riguarda il TOR330, gli atleti che hanno raggiunto Saint-Rhémy-en-Bosses entro le 136 ore di corsa (le 2 di questa mattina per la prima ondata di partenza, le 4 per la seconda) o che hanno raggiunto il Rifugio Frassati saranno considerati finisher. Per il TOR450 saranno considerati finisher i corridori arrivati all'Hotel Italia”.

Un comunicato senza cuore senza anima; senza alcuni riferimento al rischio corso da tanti atleti ma tante info di carattere tecnico forse per salvaguardare l’organizzazione stessa da eventuali rivalse. Tutto questo per la serie “Noi l’abbiamo detto”.

Montano le polemiche e le critiche anche perché non è la prima volta che concorrenti rischiano la vita al Tor. Ne sa qualcosa Augusto Rollandin che negli anni passati è stato fermato prima che giungesse a varcare  la porta dei finisher.

E’ ora di finirla che il privato incassi per le iniziative sportive e i valdostani si facciano carico delle spese di salvataggio dei concorrenti. La Regione fatturi agli organizzazione il costo dell’intervento così come fa per emergenze che riguardano singoli privati. Una cosa trovarsi in difficoltà per una escursione o scalata di vacanzieri o alpinisti; altra cosa è l’emergenza che si verifica nel corso di un evento, come in questo caso, sportivo.

Chi vuole organizzare manifestazione a rischio quale il TOR330 – Tor des Géants® e TOR450 – Tor des Glaciers, si convenzioni con la Regione per l’assistenza, versi una cauzione ed una fidejussione e a fine gara si fanno i conguagli. Perché si deve tenere conto, anche, dei costi sanitari sostenuti dall’Usl per le eventuali cure ai concorrenti. Ben sapendo che la vita umana non ha prezzo anche se partecipa per ambizione personale a imprese estreme comeTOR330 – Tor des Géants® e TOR450 – Tor des Glaciers organizzate per far cassa.

 

 

 

piero.minuzzo@gmail.com

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