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CRONACA | 17 agosto 2022, 09:17

Gignod: Monta la rabbia per la mancanza di acqua potabile

L’amministrazione latita e a patirne sono le frazioni di Roisod, La Cheriety, Vefan, Cheriety,Vefan, Les Fiou, Le Planet, Tercinod, La Cote du Planet e les Maisonnettes

La prima pagina del sito del Comune

La prima pagina del sito del Comune

Una volta l’acqua mancava nelle regioni del sud mentre oggi il drammatico fenomeno si verifica in a Gignod dove i cittadini di numerose frazioni da giovedì 11 agosto si sono viste tagliare l’acqua potabile dalle proprie abitazioni e successivamente  vietare il consumo di acqua a uso alimentare, nonostante l'amministrazione comunale veicoli messaggi di tranquillità. 

La rabbia è tanto più accesa perché nessuno spiega come mai, benché di questi tempi siano possibili eventi di questo genere perché l'amministrazione non abbia monitorato con più attenzione i livelli della vasca di Rebiache nonostante i ripetuti appelli della Regione vista l’estate particolarmente siccitosa. E tutto questo senza che nessuno avvisi la popolazione.

A farsi portavoce del disagio è il gruppo di minoranza, Gignod per tutti, pour tous, pe tcheut che, preso atto della situazione di grave criticità legata alla vasca dell’acquedotto di Rebiache, che è risultata essere vuota, non garantendo la fornitura di acqua potabile tramite l’acquedotto comunale, provocando importanti problematiche alla popolazione che tutt'ora persistono, hanno presentato un’artocola interpellanza per avere, a far avere alla popolazione, contezza della crisi idrica.

I consiglieri di minoranza ricordano che l’Amministrazione comunica  con la popolazione e gli utenti vengono effettuate - come di consuetudine della Sindaca e della Giunta - con messaggini su whatsapp su gruppi privati o telefonate “ad personam”, dimenticando così diversi villaggi, trascurando fasce di utilizzatori temporanei (quali i turisti di passaggio o alloggiati presso le varie strutture ricettive sul territorio), nonché sminuendo la dovuta comunicazione istituzionale ed il ruolo del Sindaco.

“In considerazione del fatto che la situazione meteorologica di questa calda estate e la conseguente carenza idrologica è purtroppo nota a tutti, considerato anche i numerosi inviti da parte della RAVA a monitorare tale aspetto nei Comuni” abbiamo presentato un’interpellanza perché la sindaca e la giunta dicano pubblicamente il perché delle crisi e come intendono risolverla”.

Dieci le domande poste, quasi come un decalogo per una buona amministrazione.

I consiglieri chiedono se sono stati attivato nel periodo di fine primavera inizio estate dei controlli sul consumo di acqua potabile e da quando, con che modalità e tempistiche, se siano stati individuati degli incaricati e un responsabile all’interno della giunta, se esistano eventuali relazioni su detto eventuale monitoraggio.

La Giunta dovrà poi spiegare “quali eventuali azioni ha attivato per gestire la situazione dei consumi idrici potabili del Comune, considerato che in base alle condizioni climatiche era presumibile potessero verificarsi particolari criticità come quella manifestatasi con la vasca di Rebiache”.

Con particolare attenzione alla vasca Rebiache i consiglieri chiedono alla giunta quali azioni ha attivato sia nella fase di urgenza che per il breve/medio periodo, e quali disposizioni ha emanato il sindaco nella sua funzione di ufficiale di governo.

Ma la Giunta è a conoscenza di quale sia la situazione complessiva della rete idrica comunale, e delle disponibilità idriche connesse al momento attuale e nel breve/ medio periodo? Chiedo ancora la minoranza sollecitando la sindaca a rispondere in Consiglio.

La crisi, evidenzia l’interpellanza, avviene proprio in un momento in cui un numero rilevante di utenti temporanei: turisti di passaggio, turisti presenti nelle strutture ricettive locali. Infatti le presenze incrementano le richieste di acqua. Pare che la giunta non si renda conto  dell’incidenza di tante presenze sull’economia locale.

Ma la Giunta ritiene che una tale criticità avesse potuto essere prevenuta, adottando buon senso e una corretta azione amministrativa? Chiede ancora l’interpellanza. E poi una domanda che è anche un suggerimento:  qual è lo stato dell'arte di un ipotetico rifacimento del nuovo acquedotto, annunciato più volte da numerosi anni senza che concretamente ci sia nessuno sviluppo; 

Inoltre il gruppo Gignod per tutti, pour tous, pe tcheut chiede alla giunta se “persiste, fino a quando e per quali fini, nel comunicare dette situazioni urgenti utilizzando i soliti gruppi whatsapp non istituzionali gestiti direttamente e riservatamente dalla sindaca oppure con le telefonate ad una parte dei concittadini così svolgendo con una gestione di tipo ‘familiare’ quella funzione di comunicazione istituzionale che compete per regolamento alla struttura amministrativa, ed in particolare al segretario comunale”.

Infine, nel prendere atto delle dichiarazioni rilasciate dalla Sindaca agli organi di stampa in merito all'utilizzo di acque concesse a Consorzi Irrigui,  peraltro non indicati, ilo gruppo chiede a quali, nello specifico, di questi Consorzi si faccia riferimento.

Bubi di protesta sulla Giunta di Gignod

Per tutto questo e tanto altro il Gruppo chiede alla di portare a conoscenza degli interpellanti, e del Consiglio tutto, gli atti formali adottati dalla medesima per poter prelevare e utilizzare tali acque ad uso alimentare, nonché le modalità adottate per portare a conoscenza dei rispettivi Consorzi e loro componenti circa la decisione assunta per il prelievo e utilizzo da parte del Comune.

pyred

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