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Consiglio Valle | 18 maggio 2022, 11:56

Oggi nel 1944

Il 18 maggio del 1944, Émile Chanoux e Lino Binel vengono arrestati dai fascisti in un'operazione condotta direttamente dal questore Pietro Mancinelli e dal sottotenente Alberto Bianchi. Il comitato aostano viene completamente disarticolato

Oggi nel 1944

Per democratici, autonomisti, europeisti e per il Valdostani il 18 maggio 1947 è una data da avere ben presente in ogni momento dell'attività politica e di governo. Soprattutto oggi che pare sia in atto una deriva destrossa di chi ha sempre rappresentato ed stato portabandiera dei valori alla base della sua nascita.

Anche Emile Chanoux avrebbe potuto avere tanti alettanti motivi e occasioni per non essere trucidato da nazifascisti. Ma ha scelto il martirio come hanno fatto tanti santi pur di non abiurare la propria fede, il proprio credo, i propri ideali di libertà.

Chanoux, come si legge sui libri di storia e sul sito del Consiglio Valle,  viene barbaramente torturato nel vano tentativo di ottenere informazioni sulla Resistenza. Muore nella notte in seguito alle numerose ferite inflittegli dai militari nazifascisti. Mentre Binel è deportato in un campo di lavoro in Germania. I fascisti diranno che si è impiccato in cella.

Ma, come ebbe a dire Alessandro Passerin d'Entrèves, “La vergognosa calunnia del suicidio non ingannò nessuno, né allora né mai”. Dal sito del Consiglio Valle: “Nella relazione al ministro degli interni della Repubblica di Salò Bruno Stefanini, che pochi giorni dopo assumerà la carica di capo della Provincia, dichiara che ‘notizie confidenziali’ pervenute alla questura hanno reso possibile l'operazione di cattura”.

Chi sia stato, allora, a "tradire" Chanoux ancora oggi rimane un mistero. Non è un mistero chi sarà a tradire gli ideali di Chanoux per un posto di governo. Si legge ancora sul sito del Consiglio Valle: “Certo è che con la sua morte la Resistenza valdostana perde un leader capace di garantirle una certa unità di orientamento. A soli 38 anni Émile Chanoux ha versato il suo stesso sangue per l'autonomia e la libertà della Valle d'Aosta”.

Oggi possiamo affermare che se si concretizzasse, nelle trattative per la risoluzione della crisi in Regione, la deriva destrossa l’autonomismo valdostano perde una baluardo, affossa la Valdostanità e brinda nel calice del potere per il potere dimenticando chi, come Chanoux e tanti più o meno ricordati partigiani e deportati hanno versato il loro sangue per l'autonomia e la libertà della Valle d'Aosta.

Proprio quando il 18 maggio 1944 è iniziato il martirio di Emile Chanoux.

piero.minuzzo@gmail.com

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