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Consiglio Valle | 02 maggio 2022, 08:00

AAA VdA vendesi

Il PCP si renda conto delle grandi responsabilità che si sta assumendo contribuendo a dare la Valle d’Aosta in mano alla destra

AAA VdA vendesi

Chissà se la Corte dei Conti interverrà per danno morale causato alla Regione e ai Valdostani nel caso andasse in porto l’operazione rossonero verde. Infatti sul tavolo delle trattative per la soluzione della crisi in Regione c’è chi ha messo sul tavolo due candidature al parlamento italiano. Ovviamente una candidatura rossonera (a titolo personale) e una verde. E per buon peso è stato messo anche un assessorato rossonero.

Insomma c’è chi pensa ad un allargamento della maggioranza dei 22 o 23 per obiettivi che poco riguardano la nostra Petite Patrie. Il progetto ad personam sta trovando resistenze nella base unionista che con la Lega non vuole avere a che fare, soprattutto dopo i compiacimenti espressi dal capitano nei confronti di Marine Le Pen. E la contrarietà nelle  sezioni unioniste si manifesta sventolando lo statuto del Mouvement  ed in particolare i primi tre articoli della bibbia unionista:

Article 1 L'Union Valdôtaine, Mouvement politique qui se rat­ta­che aux prin­ci­pes du fé­dé­ra­lis­me global, a com­me fi­na­li­té d'as­su­rer l'é­pa­nouis­se­ment du ca­rac­tè­re eth­ni­que et lin­guis­ti­que du peu­ple val­dô­tain; d'en ser­vir les in­térêts cul­tu­rels, po­li­ti­ques, so­ciaux et é­co­no­mi­ques; de fa­vo­ri­ser la coo­pé­ra­tion en­tre les com­mu­nau­tés eth­ni­ques.

Article 2 L'Union Valdôtaine s'en­ga­ge à réa­li­ser la sou­ve­rai­ne­té po­li­ti­que du Val d'Aoste par les voies dé­mo­cra­ti­ques a­fin de se­con­der l'as­pi­ra­tion du peu­ple à l'au­to­gou­ver­ne­ment dans le ca­dre d'u­ne Europe u­nie des peu­ples.

Article 3 Les ob­jec­tifs fon­da­men­taux, le pro­gram­me et l'ac­tion vi­sant à réa­li­ser ces fi­na­li­tés sont dé­fi­nis par le Congrès national du Mouvement.

(Solo per chi non comprende il francese la traduzione di google è questa: Art. 1 L'Union Valdôtaine, movimento politico legato ai principi del federalismo globale, ha lo scopo di assicurare il fiorire del carattere etnico e linguistico del popolo della Val-Dôtain; servire i suoi interessi culturali, politici, sociali ed economici; promuovere la cooperazione tra le comunità etniche. Art. 2 L'Union Valdôtaine si impegna a realizzare la sovranità politica della Valle d'Aosta attraverso mezzi democratici, al fine di assecondare l'aspirazione del popolo all'autogoverno all'interno della quadro di un'Europa nega i popoli. Art.3 Gli obiettivi fondamentali, il programma e l'azione per raggiungere questi scopi sono definiti dal Congresso Nazionale del Movimento).

Come ben si comprende sono principi che poco hanno a che vedere con il sovranismo, con la destra, con gli amici del caino russo e chi più ne ha più ne metta.

Ma altrettanto forti sono le resistenze ad un possibile e logico accordo con Pour l’Autonomie al fine di rafforzare quel quadro autonomista unico in grado a far riprendere quota al valore dello statuto speciale e alla nostra Autonomia.

Si tratta, in prevalenza di resistenze che nulla hanno a che vedere con i principi unionisti-autonomisti e meno ancora sulle cose da fare. Si tratta di resistenze di tipo personale che nulla riguardano al bene della Valle ed i progetti politici.

E’ pur vero che nella maggioranza ristretta ci sono personaggi troppo ondivaghi e che amano i continui mutamenti nei posizionamenti politici per interessi poco nobili. E’ pur vero che c’è un problema di fondo relativo la partecipazione alle trattative personaggi destabilizzanti per vocazione; lo dimostrano le tante passate crisi, ma è altrettanto vero che si deve avere il coraggio di chiudere con chi è Consigliere per procura.

Ora è il momento del coraggio, del scegliere il meglio, e non il meno peggio, ben sapendo che il meglio oggi e portare a termine il ricongiungimento di tutte le anime autonomiste soffocando gli interessi contro.

E’ chiaro che responsabilità di questa situazione sono in capo anche a Progetto Civico Progressista che volente o nolente sta contribuendo a dare alla Petite Patrie, nata dalla Resistenza, dal Sangue versato da tanti Martiri per la Libertà e per l’Autonomia, alla destra sovranista, agli amici del caino russo, ai sostenitori di Marine le Pen.

La soluzione della crisi ha ancora tempi lunghi; c’è tempo per lavorare. Si trovi un’intesa con il PCP su questioni chiare e non equivoche. Il PCP si renda conto delle grandi responsabilità che si sta assumendo contribuendo a dare la Valle d’Aosta in mano alla destra.

La stessa cosa vale per chi tra i Federalisti Progressisti-Pd vuole alzare barriere invece che costruire ponti per dare alla Valle d’Aosta un governo autonomista progressista. Ne tengano conto anche gli unionisti pronti a vendere la Valle d’Aosta per un assessorato o un posto in Parlamento.

piero.minuzzo@gmail.com

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