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Vite in ascesa | 18 febbraio 2022, 20:05

ESTEREL, MARE E DIRUPI TRA SGARGIANTI COLORI

a cura di Lodovico Marchisio

Le rocce rosse dell'Esterel

Le rocce rosse dell'Esterel

Sembra incredibile che vi siano luoghi così belli e inusuali in natura. Il Massiccio dell'Esterel (Massif de l'Esterel) è un massiccio montuoso della Francia sudorientale, situato lungo la Costa Azzurra a cavallo tra i dipartimenti del Varo e quello delle Alpi Marittime che si protende nel Mar Mediterraneo come un promontorio.

Le sue coste dallo sviluppo frastagliato e il suo paesaggio relativamente selvaggio, offrono una netta soluzione di continuità con le zone densamente urbanizzate di Cannes e Antibes. Geograficamente il massiccio dell'Esterel è delimitato a SE dal Mediterraneo, a NE dal corso del fiume Argentière e dal golfo della Napoule, a SO dal fiume Argens e dalle città di Fréjus e Saint-Raphaël, nonché a NO dalle Prealpi della Provenza. La sua massima elevazione è il Mont Vinaigre (614 m). Dal punto di vista geologico l'Esterel è un massiccio erciniano. Alla fine del Paleozoico, circa 250 milioni di anni fa, si sviluppò un'intensa attività vulcanica con emissione di basalti e di rioliti.

Le Rocher St Barthélemy (via normale di salita)

In seguito, nel Mesozoico, il massiccio subì una forte erosione. Nel Cenozoico e nel Quaternario l'orogenesi alpina fece ruotare il massiccio nel Mar Mediterraneo. È curioso notare che conformazioni simili alle rocce dell'Esterel si trovano in Corsica.  Il clima dell'Esterel è prettamente mediterraneo, con inverni miti e asciutti ma estati calde e secche, sovente torride. Durante l'autunno, che normalmente è umido a causa della vicinanza del mare, le piogge possono essere di carattere torrenziale e causare anche notevoli erosioni. Il primo accesso dall’Italia è attraverso l’autostrada Savona – Ventimiglia con proseguimento verso la Costa Azzurra, in direzione di Nizza - Cannes seguendo il lungomare verso la celebre “Corniche d’Or” che permette di accedere ai sentieri che salgono dal litorale (già descritti nei 2 articoli pubblicati di recente sul “Littoral Varois”).

Il primo breve approccio per entrare nel magico mondo dell’Esterel è dirigersi alla prima spettacolare cima del comprensorio: Le Rocher St Barthélemy (210 m), la cui base si raggiunge su una pista ciclabile in 40 minuti circa partendo dal Plateau Anthéor" ove vi è una barriera che vieta il transito alle auto. Situata tra il mare e il Cap Roux, tale sommità è un enorme monolito che offre già dalla base una vista mozzafiato sul mare e baie circostanti. Per salire fino alla cima, anche se è stata scolpita nella roccia una scalinata, il sentiero è al limite tra escursionismo EE (con forte esposizione) e arrampicata.

In cima al Rocher St Barthélemy con Mauro Carlesso

Prendere le dovute precauzioni portando uno spezzone di corda da 20 metri (più che sufficiente) per legare chi soffrisse eventualmente di vertigini, ma desiderasse lo stesso cimentarsi per raggiungere quest’attraente cima. Una volta un mancorrente agevolava di molto tale salita, ma col tempo è stato tolto per troppa affluenza che rovinava la roccia e rendeva meno gustabile la vetta.

Dopo tale digressione, per un primo breve assaggio della “Bassa Esterel”, si consiglia (tornati alla sua base) di continuare per la pista ciclopedonale sino a una deviazione sulla sinistra che per un ripido sentiero nella boscaglia (segnavia locale verde), in basso per concludere la traversata, obbliga a dover attraversare la ferrovia a completamento del breve ma intenso percorso sino al punto di arrivo a Saint-Raphaël, al termine del quale occorrerebbe lasciare un’auto o tornare  a piedi per il sentiero del litorale (ore 0,45).

Dislivello: circa 200 m. ore 3 per l’intera traversata, senza calcolare il ritorno a piedi.

Il magico mondo dell’Esterel visto dall’alto

Se no aggiungere 45 minuti. Se si esclude la digressione alla vetta, il giro è effettuabile da tutti (prestare attenzione solo all’attraversamento della ferrovia). Per chi vuole invece raggiungere la cima massima del massiccio che è il Mont Vinaigre (614 m), occorre imboccare l’autostrada A8 in direzione Tolone/Marsiglia e uscire a Les Adrets-de-l’Estérel. Attraversare il paese fino a raggiungere la RN7, girare a destra e proseguire per circa 5 km. Lasciare la RN7 in prossimità di un parcheggio, girare a sinistra imboccando la strada forestale Route du Malpey che sale verso il Mont Vinaigre (614 m).

Proseguire fino in fondo a una sbarra che impedisce il transito delle auto, lasciare l’auto e proseguire a piedi. In circa 1 ora di cammino si raggiunge la vetta seguendo un facile sentiero nel bosco. Infinite sono le gite possibili in questo luogo d’incanto, per il quale vi consiglio una visita più accurata di alcuni giorni sostando negli accoglienti locali della costa.

Un altro itinerario consigliato è la salita al Pic de l’Ours (492 m) e successivamente al Dent de l’Ours (416 m).

Le Mal Infernet (Monolito)

Per raggiungere tali cime occorrono circa 3 ore ed il panorama che se ne gode è di prima qualità. Sulla prima elevazione è installata l’antenna della televisione regionale dal caratteristico colore bianco e rosso, che in parte deturpa però il paesaggio. In auto portarsi alla stazione di Trayas sulla RN 98 tra Saint-Raphaël e Cannes. Seguire il sentiero ben segnalato che indica la Route des Cois. Dopo cinque minuti di cammino seguire la direzione sud-ovest sino alla biforcazione “Col Notre-Dame – Col des Lentisques”.

Un segnavia blu che prosegue in direzione del Col Notre-Dame, indica il giusto cammino. Da tale colle vi è un’incantevole vista sul lago dell’Écureuil. A sinistra (verso di salita, non orografica) vi è una stradina fortunatamente chiusa al traffico che serve per la manutenzione del ripetitore di vetta e che senza alcuna difficoltà vi condurrà alla prima cima (ore 1). Seguendo, dopo aver goduto dell’eccezionale panorama che si gode dalla vetta del Pic de l’Ours, la strada di destra (verso di discesa e orografico in questo caso) dopo una trentina di metri vi permette d’incontrare un sentiero (segnavia verde) che aggira l’antenna e scende vero il Dent de l’Ours.

Questo sentiero in 20 minuti circa incrocia un sentiero (segnavia arancione) che vi conduce alla sua base. La salita alla vetta non è banale per l’esposizione, anche se vi è un’evidente traccia che si sviluppa sulla sua breve cresta, ma come per il Rocher St Barthélemy consiglio la digressione alla vetta (15 minuti) solo a chi è pratico di montagna, perché qui a differenza del primo gendarme roccioso, non vi sono neppure i gradini intagliati che vi facilitano la salita.

Per chi ha atteso alla base i più arditi, tutti insieme si prosegue poi per un sentiero a sinistra sempre contrassegnato dal colore arancio che dopo mezz’ora di leggera salita, con un brusco tornante a 90 gradi, vi fa pervenire all’ingresso (50 m alla vostra destra) della Grotta de l’Uzel che è un riparo sotto roccia, non turistico, ma se vi portate una pila appresso, potete in pochi minuti assaporare anche la particolarità di quest’avventura sotterranea che non cela pericoli nascosti (pozzi naturali per intenderci).

Continuare quindi sul sentiero (segni arancioni) che conduce sul fianco occidentale del Ravin de l’Ubac de l’Escale, raggiungendo in 30 minuti il Col de Lentisques. Qua giunti prendere a sinistra il sentiero in direzione Est Nord Est contrassegnato in blu che scende con vista sul mare, permettendovi di tornare al punto di partenza di Trayas con altri 15 minuti di facile cammino (dislivello totale con i sali-scendi circa 300 m).

Come capirete dagli itinerari proposti, questo micro massiccio a pochi passi dal mare offre svariate possibilità e in più nel suo interno (lato a monte) vi parrà di penetrare in un altro mondo (quello alpino) con laghetti, piccoli canyon, monoliti, grotte e torrentelli.

Per concludere la visita, lasciando a voi il piacere di scoprire gli altri più di 30 itinerari escursionistici presenti, segnalo anche due percorsi alpinistici brevissimi, per accontentare anche i lettori che desiderano arrampicare oltre che guardarsi attorno. Ebbene un modo insolito di scalare in questo dedalo di foreste, picchi e laghetti interni che si affacciano sul mare è salire i due monoliti più caratteristici. Vi darò dettagliata informazione del primo che è il più caratteristico per la sua forma affusolata che cade subito all’occhio del passante.

Sto parlando di: Le Pigeonnier

 

Le Pigeonnier (Monolito)

Per raggiugerne l’apice per la sua via più facile, probabilmente salita per la parete sud (via normale e quella che vengo a proporvi) da Jean Bérenguier nell’anno 1920, occorre intanto portarsi all’attacco con accesso in auto dal Col de Belle Barbe, Col de Mistral, Pont du Perthus ove si lascia l’auto e per una strada chiusa al traffico da una sbarra, si percorrono circa 3 Km a piedi fino al Pont du Pigeonnier ove sorge il monolito (45 minuti dal parcheggio).

Dal bordo della strada si sale per un boschetto sul retro del blocco di pietra fino a trovarsi in mezzo ad una serie di blocchi accatastati. Una traccia di sentiero emergente tra i blocchi con un po’ di ginnastica vi permette di arrivare a un primo intaglio, proseguendo poi per roccette banali sino ad una breccia tra un avancorpo roccioso staccato e il monolito stesso (sviluppo 40 m - facile).

Si supera con passo atletico (V scala UIAA) nel vuoto per raggiungere il corpo stesso del monolito, sfruttando un’esile cengia (assicurazione con nut o chiodi normali da fessura perché la via non è chiodata). Si prosegue quindi girando a destra e per il suo facile spigolo finale (III-) si perviene in vetta. Discesa in corda doppia dallo stesso versante (20 m), poi facilmente seguendo, disarrampiccando, l’itinerario di salita si torna alla strada di accesso.

Materiale: Imbragatura, casco, qualche nut, cordini e una corda da 50 metri.

Portarsi qualche chiodo al seguito perché il chiodo di calata in vetta (estate 2008) causa l’erosione dei venti marini, non è dei più sicuri e andrebbe rimpiazzato. Di un altro monolito presente in zona chiamato “Le Mal Infernet” dò solo un breve cenno. Si sale per la parete Sud con difficoltà AD+ e se ne raggiunge la base dal Col de Belle Barbe deviando verso Guè sino alla sbarra. Da qui 2,5 Km vi dividono dalla sua base posta nelle vicinanze del bellissimo lago di Écureuil che merita una visita. Da notare che l’arrampicata in certi siti è regolamentata dall’ordinamento del parco.

Il resto lo lascio alla scoperta dei nostri lettori, facendo notare che per la sua vicinanza al mare e quote relativamente basse, salvo sparute nevicate, l’Esterel è visitabile durante tutto l’arco dell’anno.

ascova

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