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Chez Nous | 28 dicembre 2021, 08:00

Vergognoso trasformismo

Il vergognoso trasformismo politico ed i suoi voltagabbana sono la rovina della Petite Patrie

Vergognoso trasformismo

Parafrasando Agostino Depretis, ministro dei Lavori pubblici nel 1862, ministro della Marina, ministro delle Finanze e otto volte presidente del Consiglio del Regno d'Italia dal 1876 al 1887, anno della sua morte, si può ipotizzare che Emily Rini, quando Mauro Baccega busso a Forza Italia, abbia pensato: “Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi da autonomista  e diventare centrista-destrorso come posso io respingerlo?”. Certo che non poteva dire di no. L’importate è ingrossare le fila degli iscritti e far tornare il tricolore in Consiglio Valle visto che Forza Italia per pochi voto ha perso il minimo dei due seggi.

E così è stata scritta un’altra brutta pagina della politica valdostana. Dopo soli 15 mesi dalle passare elezioni regionali sono già quattro i consiglieri regionali che hanno abbandonato la lista per la quale sono stati eletti: Mauro Baccega, Claudio Restano, Chiara Minelli e Erika Guichardaz. Ma c'è un ma. Chiara Minelli e Erika Guichardaz sono rimaste nell’area progressista e di sinistra; Claudio Restano ha cambiato casacca ma è rimasto nell’area autonomista. Mauro Baccega invece da autonomista presunto convinto eletto nella lista Pour l’Autonomie è passato a Forza Italia forse perché è convinto che Silvio Berlusconi possa salire al Colle.

Ogni scelta è lecita. Ma a me è venuto in mente il sonetto di Trilussa ‘Er carattere’.

Un Rospo uscì dar fosso

e se la prese cor Camaleonte:

- Tu - ciai le tinte sempre pronte:

quanti colori che t'ho visto addosso!

L'hai ripassati tutti! Er bianco, er nero,

er giallo, er verde, er rosso...

Ma che diavolo ciai drent'ar pensiero?

Pari l'arcobbaleno! Nun c'è giorno

che nun cambi d'idea,

e dài la tintarella a la livrea

adatta a le cose che ciai intorno.

Io, invece, èccheme qua! So' sempre griggio

perchè so' nato e vivo in mezzo ar fango,

ma nun perdo er prestiggio.

Forse farò ribrezzo,

ma so' tutto d'un pezzo e ce rimango!

- Ognuno crede a le raggioni sue:

- disse er Camaleonte - come fai?

Io cambio sempre e tu nun cambi mai:

credo che se sbajamo tutt'e due. (fine dellacitazione)

E’ chiaro che ognuno ha  le sue buone ragioni per cambiare ma cambiare sette casacche politiche suona lo spartito dell'incoerenza e scorrettezza. E male fa chi ingaggia coloro che, annusando la direzione del vento, issano le vele dell’ instabilità, della volubilità dell’opportunismo che, sommati tra loro, il risultato è tradimento elettorale.

C’è da augurarsi che nessuno, per ragioni aritmetiche, faccia affidamento su chi non ha rispetto per gli elettori per conservare o conquistare la guida della Petite Patrie.

Un tempo l’uomo spesso veniva identificato con un partito politico i cui ideali portava avanti con fervore. Ma oggi è diffuso il malcontento e cresce la disillusione nei confronti della classe politica. Per questo oggi  per demerito dei tanti voltagabbana il termine "politico" indica una persona che agisce per ottenere un vantaggio per se stesso, piuttosto che pensare al bene comune come avrebbe dovuto essere.

Avrà ragione Jean-Paul Malfatti quando scrive: “Pare incredibile, ma la madre dei "pescecani" e dei "sanguisuga" riesce sempre a dare alla luce una bella cucciolata di esemplari già cresciuti e pronti per le rapine, proprio alla vigilia di ogni elezione”?

Il vergognoso trasformismo politico ed i suoi voltagabbana sono la rovina della Petite Patrie. Mediti chi ha nel sangue l’autonomia e nel cuore  la bandiera rossonera.

piero.minuzzo@gmail.com

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