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Il rosso e il nero | 23 dicembre 2021, 08:00

IL TEMPO SOSPESO

Viviamo ormai come avvolti da una nebbia che ci impedisce di vedere anche a poca distanza da noi

IL TEMPO SOSPESO

Ho letto con interesse il lungo rapporto "Gli italiani e lo Stato", pubblicato e curato da LaPolis dell'Università di Urbino e Demos, su L'Espresso. Una ricerca che fa una sorta di radiografia del popolo italiano alle prese con questa pandemia che ha come sospeso il tempo in cui viviamo.

Non c'è una idea di futuro perché non sappiamo se e quando questa specie di reclusione esistenziale avrà fine e se torneremo ad essere quelli in grado di programmare il nostro avvenire e quello dei nostri figli. Viviamo ormai come avvolti da una nebbia che ci impedisce di vedere anche a poca distanza da noi. La vita di relazione si è come sfilacciata, tenuta in piedi in molti casi solo da contatti telefonici, dove si ascoltano voci che sembrano provenire da distanze irrimediabili nel breve periodo.

"Ciò che avviene ora è già passato e il tempo si è fermato. Ieri e domani è difficile rappresentarlo": Certo, dice la ricerca, siamo il Paese dove prevale l'arte di arrangiarsi, "che non costituisce più un vizio, anzi". Emergono  dal rapporto LaPolis/Demos anche le caratteristiche principali di questo tempo sospeso che ci attanaglia. Intanto c'è una forma di tendenza al disimpegno. Sta venendo meno la voglia di partecipazione a tutti i livelli, sia individuali che sociali. E si avverte sempre più un bisogno di sicurezza, anche al punto da consentire allo Stato e alle istituzioni di governo centrale e territoriale forme di limitazione "tollerabili" delle proprie libertà. Di qui discende anche una certa voglia di " presidenzializzazione".

A questo proposito, a mio avviso,sarebbe opportuno rieleggere quasi all'unanimità il Presidente della Repubblica Mattarella (volente o nolente, data la situazione eccezionale ancora in corso), per consentire a Draghi di proseguire l'attività governativa almeno fino a l termine della legislatura. La democrazia, secondo l'indagine "Gli italiani e lo Stato", non viene messa in discussione. ma si tratta di una "democrazia dell'emergenza".

Sono questi i punti essenziali della ricerca in questione, da tenere in considerazione per poter progettare il futuro, rafforzando però le relazioni con gli altri...per non perderci.

Romano Dell'Aquila

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