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Consiglio Valle | 08 dicembre 2021, 17:59

Per per Rete Civica il Pd è alla frutta

Nella mozione congressuale unitaria invece non c'è un’analisi del passato, non c'è un’indicazione precisa sui contenuti programmatici più importanti, ma ci sono due scelte chiare

Per per Rete Civica il Pd è alla frutta

Rete Civica è delusa dal congresso del Pd, partito dal quale è uscita recentemente per divergenze con il gruppo regionale che l'aveva esautorata dalla carica di capogruppo.

 

"Dal congresso del Pd, commissariato per il suo stato di disfacimento e la sua crisi politica e programmatica, - si legge in una nota - ci si aspettava un confronto franco e coraggioso su quello che non ha funzionato per vari anni e che aveva portato il Partito a scomparire dal Consiglio regionale nel 2018 e a toccare il minimo storico di consensi e di azione politica".

 

Per questo evidenzia che "nella mozione congressuale unitaria non c'è un’analisi del passato, non c'è un’indicazione precisa sui contenuti programmatici più importanti, ma ci sono due scelte chiare. Innanzitutto si stabilisce che il principio ispiratore del nuovo PD è l'alleanza a tutti i costi con gli autonomisti, al di là della presenza o meno di contenuti, analisi e obbiettivi riformatori. La seconda è il rifiuto di privilegiare l'alleanza dei progressisti e la centralità dei contenuti programmatici che era stata presentata agli elettori alle ultime elezioni come un impegno solenne".

 

Infatti, nel “nuovo” PD, uscito dalla segretria di Sara Timpano e poi commissariato, non c’è nessuna analisi degli straordinari risultati elettorali regionali e comunali del settembre 2020. Troppo imbarazzante dover parlare dell'esperienza di Pcp e del ruolo determinante di quell’idea e di quel progetto.

 

"Meglio tacere del significato dei 10.000 voti ottenuti alle regionali. Meglio precipitarsi ad esaltare l'alleanza con quegli autonomisti che pure erano usciti malconci dal voto dell'autunno 2020", commenta Rete Civica che lamenta: "Di Pcp si parla solo in termini negativi, insistendo su due assunti menzogneri.

In primo luogo l’affermazione che il Pd è uscito da Pcp perché questo si era trasformato in un “superpartito” che non riconosceva il ruolo e l'identità delle singole componenti. Un falso visto che la struttura di Pcp è caratterizzata proprio da un’impostazione federativa fra gruppi diversi e pienamente autonomi e aperto ad ogni proposta migliorativa".

 

La nota di Rete Civica spiega che "testardamente, per 9 mesi, ha chiesto il confronto ai partner di governo, stigmatizzato i ripetuti flirt degli autonomisti con le opposizioni della destra, chiesto coerenza e riformismo ad una maggioranza troppo debole e incerta di fronte alla crisi economica e sanitaria. 

Non c’è stata nessuna possibilità di mediazione perché l’alternativa offerta da parte degli autonomisti e di quella parte di consiglieri che hanno usato PCP come un semplice autobus elettorale era quella dell’accantonamento del programma".

 

Sul piano più politico per Rete Civica "il principio ispiratore del nuovo PD è l'alleanza a tutti i costi con gli autonomisti, al di là della presenza o meno di contenuti, analisi e obbiettivi riformatori. La seconda è il rifiuto di privilegiare l'alleanza dei progressisti e la centralità dei contenuti programmatici che era stata presentata agli elettori alle ultime elezioni come un impegno solenne".

 

ascova

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