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CRONACA | 16 ottobre 2021, 12:05

Chiesto giudizio immediato per indagati operazione antidroga 'Illirycum'

Chiesto giudizio immediato per indagati operazione antidroga 'Illirycum'

La procura di Aosta ha chiesto il processo immediato per i sei indagati nell'ambito dell'operazione antidroga 'Illirycum' (così gli Antichi Romani chiamavano il territorio da loro governato che oggi è l'Albania) della Squadra Narcotici della questura di Aosta.

Si tratta di Diego Gustavo Corchia (1980), residente in Valle e gli albanesi Luis Egro, con precedenti specifici; Perloshi Amarildo (1987, incensurato), Leonard Vishaj (1988, già arrestato una prima volta in flagranza di reato l'8 maggio scorso quando nella sua auto trovarono due pietre solide di coca per 110 grammi ancora da 'tagliare') ed Elton Beleshi (1982, incensurato).

Nel corso dell'operazione, condotta ai primi di ottonbre, era stato anche sequestrato mezzo chilo di cocaina pronta per essere venduta. Un 'giro' mensile di guadagno accertato da 10 a 15mila euro.

Lleshi era stato fermato nel novembre del 2020; gli agenti scoprirono che nascondeva lo stupefacente in un luogo insolito rispetto alle modalità utilizzate dagli spacciatori italiani: la 'coca' da vendere era occultata in un pertugio all'esterno dell'abitazione e lui non ne portava mai addosso più di due grammi, il cosiddetto 'uso personale'.

Le indagini sugli spostamenti dell'albanese rivelarono che quella modalità di organizzazione 'diversa' dello spaccio di cocaina, ovvero nasconderla in luoghi all'aperto e mai nella propria abitazione o su di sé, permisero ai poliziotti coordinati dall'assistente capo Danilo Masuzzo di 'mappare' una serie di persone che potevano contare su una ramificata organizzazione di connazionali albanesi e che praticamente non maneggiavamo mai direttamente la droga.

Molto spesso lo stupefacente era occultato nel vano motore o in altre parti delle auto utilizzate dagli spacciatori per i loro approvvigionamenti ed è stato scoperto quando le vetture sono state portate nell'officina della questura e letteralmente 'smontate'.

In dieci mesi di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni gli inquirenti della polizia, coordinati dal pm Manlio D'Ambrosi, hanno accertato che quasi sempre erano gli stessi componenti del gruppo a portare la cocaina direttamente a casa dei consumatori. Dalle intercettazioni sono emersi ben pochi indizi; l'inchiesta è stata svolta con grande pazienza tramite costanti e lunghi pedinamenti e con l'acquizione di importanti testimonianze. Decine, almeno oltre una trentina, i consumatori abituali clienti del gruppo "molti del ceto medio", ha precisato il dirigente della Squadra mobile di Aosta Francesco Filograno.

In realtà fra tutti gli indagati l'unico a parlare molto di più al telefono era Corchia: in un'occasione è stata registrata una telefonata tra lui e Vishaj in cui i due parlavano dell'organizzazione di una festa per una decina di persone con "bibite e panini del Mc' Donalds": gli inquirenti sono riusciti ad accertare che nessun panino o bibita era stato realmente acquistato dai due bensì 10 grammi di cocaina: come dire un grammo a testa

red. cro.

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