/ CRONACA

CRONACA | 15 ottobre 2021, 11:00

Colpevole di truffa: lo smartphone

Lo spazio digitale offre infinite possibilità – ma infinite purtroppo sono anche le attività criminali che vi si sviluppano

Il tutto prende il via con all’apparenza un innocuo SMS: il prestatore di servizi finanziari (o così pare) comunica che vi sono dei problemi con la carta, il conto, l’account, e prega di eseguire un login ad un link dato, per ovviare al problema.

La pagina che si apre pare poi del tutto autentica, e si serve anche di una connessione sicura attraverso https – ma chi controlla con estrema attenzione nota che l’indirizzo non è quello usuale. Ma chi di noi se ne accorgerebbe, soprattutto quando si ha fretta di fare il login, visto che ci è stato segnalato un problema da risolvere urgentemente con la carta o il conto?

Purtroppo a quel punto il danno può già essersi concretato – i dati di accesso sono stati “pescati”, ed i truffatori hanno avuto accesso alla carta o al conto. Con l’entrata in vigore della nuova direttiva sui servizi di pagamento (PSD2), che ha imposto un’autenticazione al login in due passi, questi problemi si pensavano superati – ma purtroppo si registrano aumenti dei casi di truffa, e non una diminuzione.

Il rimedio è quindi uno solo: mantenere la calma, ed eseguire tutte le operazioni affidandovi anche al buonsenso. Se volete contattare il prestatore di servizi, utilizzate sempre i riferimenti che trovate sull’estratto conto oppure sul sito ufficiale dello stesso.

                                                    ALCUNI CONSIGLIO

Gli istituti bancari e le aziende serie non richiedono mai password, numeri di carte di credito o altre in-formazioni personali; non vi chiedono inoltre mai di andare su un determinato sito e inserire i dati di login. Se ricevete un simile invito, diffidate!

Quando eseguite il login, digitate l’indirizzo web a mano, ed usate l’indirizzo ufficiale – non cliccate sui link contenuti in messaggi oppure e-mail (se fosse troppo faticoso digitare l’indirizzo ad ogni login, si può posizionare un “segnalibro” digitale alla prima visita).

Nel caso vi venga richiesto di inoltrare o comunicare delle password ad utilizzo unico (le cd. OTP, che arrivano ad es. per SMS sul cellulare), devono squillare tutti i campanelli d’allarme: queste password sono destinate esclusivamente a voi!

In caso di dubbi, contattate il vero prestatore di servizi per ogni più opportuna verifica. Anche la Polizia Postale e le Associazioni dei Consumatori possono aiutarvi.

Maggiori informazioni e consigli per proteggervi dal “phishing” le trovate anche al seguente link:

https://www.kaspersky.it/blog/phishing-ten-tips/6913/

Nel caso ci si dovesse accorgere di operazione bancarie fraudolente a valere sul proprio conto o su quello della propria carta di credito, la procedura da seguire è sempre la stessa:

blocco immediato della carta o del conto;

presentazione di una denuncia-querela alla più vicina stazione di pubblica sicurezza (Polizia, Carabinieri);

invio di un reclamo scritto all'emittente la carta o alla propria banca, con la precisazione di disconoscere le operazioni fraudolente rilevate sull'estratto conto e con richiesta di riaccredito immediato delle relative somme sottratte;

a fronte di una risposta negativa o di una non risposta da parte dell'intermediario nei 60 gg successivi al reclamo, l'utente ha la possibilità di inoltrare successivamente un ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario.

Bruno Albertinelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore