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CRONACA | 14 ottobre 2021, 20:33

Da domani a mercoledì 20 ottobre sciopero sindacati intercategoriali contro il green pass

In Valle le adesioni si contano al momento in qualche centinaio, soprattutto nel mondo della scuola e dei trasporti, settore in cui le cui aziende locali di autobus hanno previsto disagi e cancellazioni di corse

Da domani a mercoledì 20 ottobre sciopero sindacati intercategoriali contro il green pass

Poche testate ne parlano, men che meno il mondo politico, ma uno sciopero di cinque giorni, da venerd' 15 a mercoledì 20 ottobre è stato proclamato contro l'obbligo di green pass ai lavoratori dalla Federazione Italiana Sindacati Intercategoriali-FISI e della Confederazione sindacati autonomi federati italiani-CSAFI, che comprendono i settori Sanità, Scuola, Formazione e Enti locali, Commercio e Servizi.

L'associazione ha annunciato “lo sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati ad oltranza dalle ore 00,00 del 15 ottobre 2021 alle ore 00,00 del 20 ottobre 2021”. In Valle le adesioni si contano al momento in qualche centinaio, soprattutto nel mondo della scuola e dei trasporti (settore in cui le cui aziende locali di autobus hanno previsto cancellazioni di corse); alla protesta hanno aderito anche diversi lavoratori del porto di Trieste, che potrebbero creare notevoli disagi in uno snodo commerciale di enorme importanza per l'Italia.

"Lo sciopero di ordine politico, così come comunicato al Governo della nazione, è irrevocabile ed interesserà dal 15 ottobre prossimo fino al 20 ottobre prossimo tutti i settori lavorativi in cui vi è l’obbligo vaccinale e l’obbligo di presentazione del certificato verde" si legge sul sito della FISI nazionale.

La Segreteria Generale della FISI "ha deciso irrevocabilmente di procedere verso una protesta che durerà fino al 31 dicembre 2021, termine in cui decadrà la legge, e se ci saranno proroghe o altre formule vessatorie si continuerà ad oltranza".

Dal canto suo, la 'Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali' ha chiesto la revoca dello sciopero per il “mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva (secondo la Commissione lo sciopero avrebbe dovuto essere organizzato in tempi diversi per ciascuna categoria).

Ma FISI ha confermato la dura azione di protesta definendola, appunto, uno sciopero politico. Scrivono sulla pagina FB del sindacato: "La Corte Costituzionale ha ritenuto legittimo lo sciopero politico, a condizione che sia stato proclamato per rivendicazioni riguardanti il complesso degli interessi dei lavoratori che trovano disciplina (...) nella Costituzione”.

pa.ga.

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