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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 08 settembre 2021, 12:46

Monitoraggio settimanale epidemia Coronavirus in Italia

Monitoraggio settimanale dell’epidemia da Covid-19 in Italia a cura del Dott. Luca Fusaro: dati aggiornati al 7 settembre 2021 ore 17:00 (dati monitoraggio epidemia) e all’8 settembre 2021 ore 06:12 (dati vaccini).

Luca Fusaro

Luca Fusaro

Il monitoraggio, nella settimana 01-07 settembre, rileva un’ulteriore diminuzione dei nuovi casi (-12,5%). Gli ospedalizzati aumentano dell’1,5%: +1,3% di pazienti ricoverati in area medica, +3,5% nelle terapie intensive. L’occupazione dei posti letto è del 7,4% in area medica e del 6,2% in terapia intensiva. Continuano a salire i decessi (+13,9%). Il tasso di positività scende dal 2,7% al 2%. Vaccini: l’81,2% degli over 12 (n. 43.343.219) e l’88,6% degli over 50 (n. 24.182.661) ha ricevuto almeno una dose.

Il trend dei nuovi casi è in discesa: 39.511 i contagi segnalati (-12,5%).

Calano gli attualmente positivi da 137.925 a 133.787 (-3%). Dal picco del 28 marzo si è passati da 573.235 a 133.787 (-76,7%).

Il 96,4% dei casi attivi è in isolamento domiciliare (n. 128.917), il 3,2% ricoverato con sintomi (n. 4.307), lo 0,4% in terapia intensiva (n. 563).

Sale il numero degli ospedalizzati da 4.796 a 4.870 (+1,5%). Dal picco del 6 aprile si è passati da 33.080 a 4.870 (-85,3%), in dettaglio i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 4.307 (-85,3%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 563 (-85%). L’88,4% degli ospedalizzati è ricoverato in area non critica, l’11,6% in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 28 marzo, sono calate da 540.855 a 128.917 (-76,2%).

Il numero di decessi settimanali cresce per la 7ᵃ settimana consecutiva e si attesta a 417 (+13,9%), in media circa 60 al giorno. Da segnalare che 63 di questi sono relativi a periodi precedenti.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

·         nuovi casi settimanali: da 45.134 a 39.511 (-12,5%);

·         casi attualmente positivi: da 137.925 a 133.787 (-3%);

·         ospedalizzati: da 4.796 a 4.870 (+1,5%);

·         persone in isolamento domiciliare: da 133.129 a 128.917 (-3,2%);

·         decessi: da 366 a 417 (+13,9%);

·         ricoveri in terapia intensiva: da 544 a 563 (+3,5%);

·         pazienti ricoverati con sintomi: da 4.252 a 4.307 (+1,3%).

Incidenza settimanale per 100.000 abitanti e occupazione posti letto COVID

L’incidenza settimanale per 100.000 abitanti si riduce da 76 a 67.

I posti letto occupati in area medica sono il 7,4% (4.307 su 57.980), in terapia intensiva il 6,2% (563 su 9.077).

Regione

Incidenza settimanale per 100.000 abitanti

Posti letto in area medica occupati da pazienti COVID-19

Posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti COVID-19

Abruzzo

47

6,3%

3,4%

Basilicata

66

13,9%

3,4%

Calabria

100

18,8%

7,6%

Campania

47

9,2%

4,7%

Emilia-Romagna

80

5,2%

5,1%

Friuli Venezia Giulia

69

3,8%

7,4%

Lazio

46

7,5%

6,7%

Liguria

58

4,3%

3,7%

Lombardia

37

6%

3,5%

Marche

69

6,1%

9,4%

Molise

36

7,4%

0%

P.A. Bolzano

87

4,8%

7%

P.A. Trento

41

3,5%

0%

Piemonte

38

3,1%

3,7%

Puglia

37

7,8%

6,4%

Sardegna

92

14,5%

14,7%

Sicilia

160

23,2%

13,2%

Toscana

91

7,8%

9,3%

Umbria

81

7,5%

6,6%

Valle d’Aosta

20

1,2%

0%

Veneto

88

3,5%

4,6%

ITALIA

67

7,4%

6,2%

Le regioni con un’incidenza settimanale inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti sono: Abruzzo, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Trento.

Se le percentuali di occupazione dei posti letto da parte dei pazienti COVID in area medica e in terapia intensiva rimangono basse a livello nazionale (rispettivamente 7,4% e 6,2%), si osserva tuttavia una notevole eterogeneità regionale: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% la Sicilia (23,2%) e la Calabria (18,8%). Per l’area critica, invece, si attestano sopra la soglia del 10% la Sardegna (14,7%) e la Sicilia (13,2%).

Col decreto-legge 23 luglio 2021 n. 105 pubblicato in GU n. 175 del 23-7-2021 cambiano i parametri. Si resta in zona bianca se si registrano meno di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. In caso di contagi settimanali tra 50 e 150 ogni 100mila abitanti per restare in zona bianca è necessario che il tasso di occupazione delle terapie intensive non superi il 10% o che il tasso di occupazione dei reparti ospedalieri non superi il 15%. Se i due parametri sono entrambi superati si passa in fascia gialla. Scatta la zona gialla anche se i casi settimanali superano i 150 settimanali ogni 100mila abitanti ma il tasso di occupazione delle rianimazioni non supera il 20% oppure quello dei reparti ordinari non supera il 30%. Scatta l’arancione se entrambi i parametri sono superati. La zona rossa è attivata nei territori dove l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100mila e si verificano entrambe queste condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica supera il 40% e quello in terapia intensiva supera il 30%.

Testing

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

·         numero di persone testate per settimana: da 381.799 a 426.141 (+11,6%);

·         tamponi settimanali: da 1.664.768 a 1.937.542 (+16.4%).

Tasso di positività

Il tasso di positività è un indicatore della diffusione di una epidemia. Viene definito come il rapporto tra il numero di positivi rispetto ai tamponi effettuati. Un’altra possibile definizione considera i “casi testati” al posto dei tamponi. La ragione di questa definizione alternativa è dovuta al fatto che il numero di tamponi include anche quelli di controllo effettuati per accertare la guarigione di un soggetto positivo. Vediamo l’andamento di entrambi nelle ultime due settimane.

In Italia il tasso di positività calcolato sui tamponi scende da 2,7% a 2%, quello sui casi testati si riduce da 11,8% a 9,3%.

 

Nella settimana 01-07 settembre i contagi calano da 45.134 a 39.511 (-12,5%) e questo nonostante l’aumento dell’attività di testing (+11,6% casi testati e +16,4% tamponi); ciò è dovuto ad una riduzione della circolazione del virus come dimostra il tasso di positività calcolato sui tamponi sceso da 2,7% a 2% e quello calcolato sui casi testati da 11,8% a 9,3%.

Vaccini

Nota metodologica: nel calcolo delle percentuali dei vaccinati utilizzo come dato non l’intera popolazione italiana ma la platea interessata ossia i soggetti ≥ 12 anni che secondo i dati provvisori dell’Istat sulla popolazione residente al 1° gennaio 2021 è pari a 53.385.343.

All’8 settembre (aggiornamento ore 06:12), l’8,1% della popolazione over 12 è in attesa della 2ᵃ dose (n. 4.328.380), il 73,1% ha completato il ciclo vaccinale (n. 39.014.839), il 18,8% non ha ricevuto alcuna dose (n. 10.042.124), l’81,2% ha ricevuto almeno una dose di vaccino (n. 43.343.219).

Gli over 80 che hanno completato il ciclo vaccinale sono il 94% (4.194.377 su 4.463.055).

Gli over 50 che hanno completato il ciclo vaccinale sono 23.195.160 su 27.305.138 (84,9%), 24.182.661 hanno ricevuto almeno una dose (88,6%), 987.501 sono in attesa della 2ᵃ dose (3,6%), 3.122.477 non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino (11,4%).

Vediamo in dettaglio la percentuale di vaccinati per fasce di età.

 

ascova/lufu

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