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CRONACA | 09 luglio 2021, 23:30

Condannati ma a risarcimenti 'miti' 18 ex assessori e consiglieri per i 140 milioni erogati dalla Regione al Casino

Depositata dopo nove mesi la sentenza di Appello della Corte dei conti; confermate le assoluzioni per il senatore Albert Lanièce, per gli ex consiglieri regionali Ennio Pastoret, Raimondo Donzel e per il dirigente regionale Peter Bieler

Sullo sfondo i giudici contabili durante l'udienza di Appello sui fondi al Casino

Sullo sfondo i giudici contabili durante l'udienza di Appello sui fondi al Casino

Confermate anche se sensibilmente ridotte le condanne di primo grado, respinto il ricorso della procura contabile che chiedeva di ricalcolare il danno erariale anche sui consiglieri regionali assolti in primo grado e parzialmente accolto quello della difesa che chiedeva in subordine risarcimenti assai meno onerosi di quelli previsti dall'accusa.

E' stata inviata dal giudice relatore venerdi 9 luglio ai giudici contabili della Terza sezione centrale d'Appello della Corte dei conti a Roma la sentenza nel processo contabile di secondo grado sui 140 milioni di euro di fondi regionali erogati alla Casinò de la Vallée spa tra il 2012 e il 2015. 

Mercoledì 14 ottobre 2020, in un'aula semideserta a causa delle norme di contenimento del Covid-19 il dibattimento era terminato dopo quattro ore e mezza di discussione. In questi quasi nove mesi da quel giorno i giudici hanno analizzato singolarmente le tante e diverse posizioni dei convenuti, rideterminando le eventuali responsabilità. A giudizio per aver, secondo l'accusa, erogato indebitamente i finanziamenti, c'erano 21 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali oltre a un dirigente della Regione.

Assoluzioni e condanne tutte confermate

In primo grado erano stati assolti il senatore Albert Lanièce, gli ex consiglieri regionali Ennio Pastoret, Raimondo Donzel e il dirigente regionale Peter Bieler. Queste quattro assoluzioni sono state confermate anche nell'Appello romano e sono ora definitive.

Per gli altri, i giudici hanno confermato la 'colpa grave' sentenziata in primo grado ma riducendo le somme dovute da ciascun consigliere regionale ed ex assessore citato in giudizio.

Dovranno versare la somma di due milioni e 400 mila euro ciascuno (contro i quattro milioni e mezzo chiesti in primo grado) l'ex presidente della Giunta e oggi consigliere regionale di Pour l'Autonomie-Pla Augusto Rollandin; l'ex assessore alle Finanze e oggi consigliere regionale di Pla Mauro Baccega; l'ex assessore regionale alle Finanze Ego Perron (Uv).Tra i condannati in Appello figurano poi l'ex presidente della Giunta e oggi consigliere regionale Uv, Renzo Testolin; l'ex assessore alle Finanze e oggi consigliere regionale dell'Uv Aurelio Marguerettaz; l'ex presidente del Consiglio Valle, Emily Rini; gli ex presidenti della Giunta Antonio Fosson e Pierluigi Marquis; tutti dovranno risarcire la somma di circa 586 mila euro (contro gli 807 mila chiesti in primo grado). La stessa cifra di circa 586 mila euro dovrà essere risarcita dal consigliere regionale Claudio Restano, dagli ex consiglieri regionali Joel Farcoz, Luca Bianchi, Stefano Borrello, David Follien, Giuseppe Isabellon, André Lanièce, Marilena Peaquin, Leonardo La Torre e Marco Vierin (anche a loro erano stati chiesti poco più di 800 mila euro in primo grado).

Per effetto della norma sull'incompatibilità causa condanna erariale nei confronti della Regione, chi non verserà a stretto giro la somma sentenziata sarà sospeso dalla carica e dovrà abbandonare il Consiglio Valle. Molti dei consiglieri regionali condannati avevano stipulato a suo tempo una polizza assicurativa 'cumulativa' che copre un danno sino a 12 milioni di euro complessivi (quindi non per ogni singolo assicurato ma come gruppo di polizze). Altri loro colleghi hanno stipulato polizze individuali che coprono un danno sino a 5 milioni di euro, quindi ben al di sotto delle cifre sentenziate in Appello. Considerato che la somma totale del danno erariale contestato è di circa 16 milioni di euro, le polizze potrebbero garantire a tutti la copertura e pertanto la permanenza in Consiglio Valle dei condannati eletti alle ultime Regionali, senza alcuna sospensione dalla carica.

Impossibile per i giudici provare il dolo

In primo grado, per 'colpa grave' i 18 politici erano stati già condannati nel 2019 a un risarcimento complessivo di 30 milioni di euro (il 50 per cento della ricapitalizzazione da 60 milioni della Casino spa votata dall'assemblea). I giudici avevano invece escluso gli 80 milioni di finanziamenti decisi dalla giunta ritenendo che mancasse la prova che la società di gestione della Casa da gioco non fosse in grado di restituirli.

Nell'udienza di ottobre, però, la procura generale contabile aveva insistito non solo sulla colpa bensì sul 'dolo' nei confronti dei convenuti e aveva portato in aula il documento con cui il tribunale di Aosta, nell'ambito della procedura di concordato preventivo, aveva ipotizzato un danno erariale per un credito 'postergato' (ovvero registrato nel con valuta posteriore a quella relativa alla data in cui l’operazione è stata effettuata) di 48 milioni.

Una somma per la procura "non pagabile in sede di procedura concordataria" dalla Casinò (tramite Finaosta) alla Regione, e di cui il Consiglio Valle, con un ddl nel luglio 2018, aveva disposto il trasferimento nel patrimonio della Casa da gioco sotto forma di uno strumento finanziario partecipativo (Sfp).

Per i magistrati però provare il dolo è stato impossibile: il comma 1 dell'articolo 21 del Decreto Semplificazioni del Governo Conte impone che il dolo sia provato con massima certezza e senza ombra di dubbio alcuno.

patrizio gabetti

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