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AMBIENTE | 17 giugno 2021, 08:46

Undici possibili scenari di rischio crollo per il ghiacciaio di Planpincieux

Undici possibili scenari di rischio crollo per il ghiacciaio di Planpincieux

La Val Ferret può tirare un sospiro di sollievo: in questo periodo il ghiacciaio di Planpincieux non presenta particolari rischi di crollo.

Ma per avere un maggiore dettaglio ed evitare chiusure di aree troppo ampie, i  tecnici della Regione e della Fondazione Montagna Sicura hanno elaborato 11 scenari di rischio che simulano gli effetti della valanga di ghiaccio che si staccherebbe dal ghiacciaio di Planpincieux in caso di crolli.

Fino a quest'anno gli scenari erano solo tre. Lo ha spiegato ieri Valerio Segor, dirigente regionale dell'Assetto idrogeologico dei bacini montani, durante l'incontro con la stampa nel municipio di Courmayeur.

"Gli scenari classici di rischio sono sei e simulano l'effetto di un crollo di 20.000 metri cubi di ghiaccio, di 50.000, di 100.000, di 250.000, di 500.000 e di un milione di metri cubi- ha detto Segor- sulla base dei volumi, sono disegnate delle mappe con l'effetto di un distacco". Finora gli scenari erano tre: "Questo maggiore dettaglio ci consentirà di adottare misure di prevenzione più adatte" spiega il sindaco di Courmayeur, Roberto Rota.

Gli scenari sono stati elaborati grazie a nuove indagini sul ghiacciaio, svolte nell'autunno 2020 tramite un georadar dell'Eth di Zurigo, per "capire quali sono gli spessori del ghiacciaio su cui si basa il nostro scenario" sostiene Segor. Il ghiacciaio di Planpincieux ha "due fasi di vita: una fase quiescente, in cui si muove piano, nel periodo invernale, fino a 30 centimetri al giorno ed è considerato un movimento lento" ,spiega il dirigente regionale. "Poi c'è una fase attiva, in cui si arriva a picchi che possono superare anche i due metri al giorno, fino ad arrivare al possibile crollo di quel settore". Segor ricorda che "in montagna non c'è mai una situazione di rischio nullo".

i.d.

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