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CRONACA | 07 aprile 2021, 16:11

Due pazienti Covid morti nelle ultime 24 ore e 61 nuovi casi in Valle

Due pazienti Covid morti nelle ultime 24 ore e 61 nuovi casi in Valle

Non accadeva da tempo, ma nelle ultime 24 ore nella nostra regione sono morti due pazienti Covid, un uomo e una donna che erano ricoverati. Sono stati anche rilevati 61 nuovi casi positivi al Covid-19 a fronte di 407 persone sottoposte a tampone.

Continua anche a crescere il numero di pazienti ricoverati all'ospedale Parini: sono 72, di cui 13 in terapia intensiva. Il totale dei contagiati sale a 1.173, 24 in più di ieri. E' quanto si legge nel bollettino della Regione sulla base dei dati forniti dall'Usl. Uno dato positivo, quello dei guariti: sono 83. 

Non calano i contagi, ma nemmeno la sensibilità: Conad ad esempio ha donato a Caritas Italiana 76.400 euro - pari a oltre 19.000 pasti - alla diocesi della Valle d'Aosta e alle diocesi piemontesi nelle province di Torino, Novara, Biella, Vercelli, Alessandria, Asti, Cuneo. L'iniziativa è un gesto solidale che ha caratterizzato tutte le attività collegate al 60esimo di Conad Nord Ovest. In tutta Italia la cifra complessiva è di 632.520 euro.

"In Italia ci sono migliaia di famiglie in grande difficoltà, molte delle quali non più in grado di acquistare beni per sopravvivere. I dati drammatici che tutti abbiamo davanti agli occhi ci hanno spinto a intervenire concretamente aiutando più di 10.500 famiglie, con una donazione pari a 160.000 pasti" spiega Valter Geri, presidente di Conad Nord Ovest.

"Anche nel contesto del Nord Ovest - sottolinea Pierluigi Dovis, delegato regionale Caritas Piemonte e Valle d'Aosta - la pandemia ha innescato una reazione a catena di tipo economico e sociale che sta investendo fasce in altri tempi del tutto escluse dai problemi di impoverimento. Nella rete dei centri di ascolto diocesani e parrocchiali di Piemonte e Valle d'Aosta stanno passando lavoratori a partita Iva, stagionali del turismo e dello spettacolo, piccoli esercenti al dettaglio, operatori industriali che patiscono i ritardi nell'arrivo dei benefit pubblici, famiglie divise, anziani fragili anche psicologicamente. La richiesta di cibo è alta ma, per le nostre Caritas, è una occasione di vicinanza e di cura per cercare di offrire loro quel di più che viene dalla relazione così compromessa in tempi di lockdown".

red. cro.

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