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Il rosso e il nero | 09 febbraio 2021, 08:00

EVOLVENDO (MA NON DA PIAZZA DEFFEYES)

Lavevaz, presidente della Giunta, sembra essersi chiuso nel fortino della lotta alla pandemia, mentre incombe un rischio fortissimo: dover fare i conti a breve con decisioni extrapolitiche, che portano il nome di Magistratura penale e civile, Corte dei Conti

EVOLVENDO (MA NON DA PIAZZA DEFFEYES)

Bruno Milanesio è uno dei pochi politici valdostani che, col passare del tempo, non ha perso né il pelo né il vizio del fare politica. Con il titolo "Evolvendo" è stato pubblicato su di un settimanale locale un suo scritto, con il quale, senza peli sulla lingua, le canta di santa ragione alla classe politica valdostana per la sua perdurante incapacità a dare una svolta alla gestione della cosa pubblica regionale.

Nella foto d'archivio tratta da https://images.app.goo.gl/4uZd1iVUAQMAmq2k7, Mario Andrione (sn) e Bruno Milanesio 

"Che il sistema - egli scrive-  Valle d'Aosta, figlio legittimo del suo Statuto, versasse in affanno rispetto al mutare dei tempi era opinione diffusa. Già in molti ce ne eravamo accorti e, da più parti e con sensibilità differenti, si era tentato di voltare pagina e di propiziare una nuova stagione politica".

In pratica, secondo Milanesio, allo stato attuale siamo invece nel bel mezzo di un guado con il naufragio, da parte dell'U.V. e dei suoi più recenti scissionisti, del tentativo di approdare ad una sorta di "egemonia politica".

Una mancata egemonia che, oltre tutto, non tiene conto degli sviluppi giudiziari in corso e che vede gli unionisti costretti ad una alleanza "con un cartello di forze disomogenee e prevalentemente espressione del composito mondo della sinistra antagonista".

Lo stesso Lavevaz, presidente della Giunta, sembra essersi chiuso nel fortino della lotta alla pandemia, mentre incombe un rischio fortissimo: dover fare i conti a breve con decisioni extrapolitiche, che portano il nome di Magistratura penale e civile, Corte dei Conti ecc.

E questo rischio potrebbe essere "destabilizzante del già precario e abborracciato equilibrio politico esistente". Nasce da queste considerazioni la necessità di un atto di coraggio della classe politica ("gettare il cuore oltre l'ostacolo") per un suo reale rinnovamento e avvicendamento al fine di evitare guai peggiori per la stessa democrazia.

E' una vera e propria "Catilinaria" quella di questo lupo politico di razza, che esce ancora una volta allo scoperto denunciando i mali che affliggono da tempo la nostra Petite-Patrie. Considerazioni che sono, a mio avviso, condivisibili, anche se non so se saranno sufficienti a smuovere le acque stagnanti della politica valdostana.

Certo è che si avverte in giro un silenzio rumoroso che sembra voler preannunciare, ancora una volta, che le "magnifiche sorti e progressive" della nostra Regione saranno oggetto di una evoluzione (ecco forse il senso di "evolvendo") che proverrà non dal Palazzo di Piazza Deffeyes, ma da ben altri...Palazzi.

In buona sostanza, sembra che i rinnovamenti, gli avvicendamenti, i cambiamenti della politica in Valle siano ormai dovuti solo a terribili (leggi sentenze) fattori esterni.  

Romano Dell'Aquila

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