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Chez Nous | 09 gennaio 2021, 13:00

Le biciclette di Sartore

Con la crisi in atto, l’ultima preoccupazione di un’Amministrazione comunale dovrebbe essere il green e le piste ciclabili. Dovrebbe, anzi preoccuparsi di come salvare l’economia delle imprese e delle famiglie

Le biciclette di Sartore

E’ pur vero che in corso Battaglione hanno costruito il palazzo della questura dalla foggia marinara perché hanno confuso i progetti. O meglio perché hanno confuso Aosta con Ostia e viceversa. E così in Corso Battaglione gli uffici della Polizia di Stato sono ospitati in un immobile bianco con un tetto senza falde. Ad Ostia è stato invece costruito uno stabile dal tetto con belle lose come si usa in Valle d’Aosta.

Ma che gli amministratori comunali scambino Aosta con una città della pianura padana piuttosto che con una città della riviera romagnola fa accapponare la pelle.

Infatti, la Giunta Nuti, sulla spinta particolare dell’assessore verde-rosso Loris Sartore, ha partorito, riporto testualmente, “il progetto ‘Aosta in bicicletta’ che negli intendimenti dell’Amministrazione vuole contribuire a fare di Aosta una moderna città alpina dove i cittadini possano riscoprire il piacere di muoversi con le due ruote anche per andare a ‘fare shopping’ senza l’assillo del parcheggio e raggiungendo direttamente i negozi”.

Tradotto taglio ai parcheggi per residenti e per chi vuole raggiungere il centro per acquisti o il disbrigo di pratiche che a causa della burocrazia sono sempre più numerose.

Una scelta demagogica, irrazionale o impulsiva, priva di condivisioni e senza l’ombra del confronto con le parte interessate. Infatti le conseguenze ricadranno sui cittadini e sui commercianti. Aosta in bicicletta prevede la riduzione dei parcheggi all’interno del perimetro della cinta romana. Ciò significa che i residenti delle varie vie dovranno andare a parcheggiare dove potranno e, cito testualmente l’Amministrazione, “tale processo sarà limitato, graduale e contestualmente compensato da nuove aree per la sosta in zone semiperiferiche e periferiche dalle quali il centro è facilmente raggiungibile”.

Ricordo che prima delle elezioni Confcommercio-Fipe VdA, ha presentato alle forze politiche e ai candidati un documento che è stato in gran parte condiviso. Oggi viene da pensare che è stato fatto proprio da tutti i partiti per ottenere qualche voto in più.

Diversamente non si capisce come si pensi a far pedalare i cittadini e compiere scelte che penalizzano il commercio in un momento così drammatico dove il rosso della crisi condiziona la vita e la salute di imprese, imprenditori, lavoratori e dipendenti che sicuramente hanno molto altro a cui pensare piuttosto che al green agognato da Loris Sartore.

Con la crisi in atto, l’ultima preoccupazione di un’amministrazione comunale dovrebbe essere il green e le piste ciclabili. Dovrebbe, anzi, preoccuparsi di come salvare l’economia delle imprese e delle famiglie.

La Giunta scenda in piazza, cammini per le vie, si confronti con residenti, commercianti e cittadini, non solo con gli amici degli amici.

E’ chiaro che tutti condividono la necessità che Aosta Capitale della Valle si deve dare quale principale obiettivo lo sviluppo della vocazione turistica del suo territorio.

“Per questo – ho letto nel documento di Confcommercio - sarà necessaria la pedonalizzazione del centro della città che comporterà l’obbligo di interventi legati alla viabilità e al potenziamento della sosta di prossimità oltre allo sviluppo dei nodi strategici: area F8, Puchoz, Polo universitario e piazza della Repubblica, Ospedale”.

E’ chiaro, come da sempre sostengono le associazioni di categoria, che è necessario un cambiamento radicale, sia per chi raggiunge il centro che per i residenti.

La zona est di Aosta ha necessità di posti auto pubblici in quanto ne è pressoché sprovvista così come si deve dare immediata soluzione all’area Nuova Università che da porta ovest di Aosta è la porta dell’obbrobrio urbanistico e dell’arredo urbano della Città.

No so dove abiti l’assessore Loris Sartore, ma forse non ha la contezza di cosa significhi andare in bicicletta con 10 gradi sotto zero, come in questi giorni, o con le strade innevate o ghiacciate. E poi gli anziani, coloro che hanno problemi di deambulazione, chi non sa andare in bicicletta, come raggiungeranno la prossimità del centro se non troveranno dove parcheggiare l’auto?

Loris Sartore si rende conto di cosa vuol dire andare in bicicletta con le borse della spesa? Forse che il comune doterà gli aostani di una sorta di risciò per il trasporto degli acquisti?

Loris Sartore prima di pensare alle biciclette convinca i suoi colleghi della necessità di definire il futuro di Piazza Arco d’Augusto così come la destinazione dell’area F8 che non può essere la spada di Damocle maneggiata da una o dall’altra giunta municipale. Convinca i colleghi di giunta a reperire mezzi e risorse per la valorizzazione del Centro Storico.

Si tratta di cose ben più urgenti che togliere i parcheggi ai residenti nelle vie centrali di Aosta. Il Centro Storico è un Bene Comune e come tale tutte le politiche che lo riguardano devono essere confrontate e condivise.

La Giunta municipale deve avere ben presente che l’attrattività del centro storico è il commercio. Se cessa il commercio il centro diventa un deserto e se il centro storico diventa deserto provocherà un danno sociale la cui portata è inimmaginabile.

Gli esperti dicono che le azioni per mantenere vivo un centro storico sono quattro: qualità dell’arredo urbano; mobilità; qualità del commercio; aspetto culturale. E’ su questo che deve dibattere la Giunta prima di compiere scelte di pancia che penalizzano categorie di cittadini.

La Giunta municipale prima di compiere scelte che ricadranno sui cittadini le sperimenti in proprio; e l’esperimento lo allarghi ai dirigenti e via via fino all’ultimo dei dipendenti. Poi raccolga le impressioni e le confronti con le categorie interessate: commercianti, esercenti, ristoratori e cittadini residenti, molti dei quali devono già pagare l’accesso nella ZTL per entrare nella propria abitazione.

Loris Sartore non può imporre i propri diktat a colpi di maggioranza e a discapito della città. Gli aostani hanno ben altro a cui pensare che non alle biciclette. L’assessore al Commercio ed il Sindaco si facciano carico del forte malessere dei commercianti. Occorre rispetto e capacità di ascolto di fronte a questo stato d’animo. Sartore, forse, non ha la contezza che non ha a che fare con bottegai, ma con imprenditori che stanno incontrando delle difficoltà vere e che stringono i denti per salvare il livelli occupazionali e dare un futuro ai propri figli.

Soprattutto il sindaco più che agli equilibri verdi-rosso, colore dei cocomeri, devono sempre avere ben presente che cittadini ed operatori economici vanno consultati prima, concordando i provvedimenti, capendo i bisogni, scegliendo le priorità. Prima si ascolta e si informa, poi si decide.

Il centro storico prima delle biciclette ha bisogno di più  più pulizia e decoro, attraverso interventi anche piccoli, a un maggior controllo anche notturno per evitare sporcizia e atti di vandalismo.

Occorre ripensare i posteggi a pagamento e introdurre correttivi, come un periodo iniziale di sosta gratuita per favorire l’accesso al centro. Altro che eliminare i parcheggi per lasciare il posto alle biciclette di Sartore.

 

piero.minuzzo@gmail.com

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