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ECONOMIA | 02 dicembre 2020, 15:39

Le tre C di Amina Bodro per consentire agli imprenditori di affrontare la crisi covid

I Giovani Imprenditori di Confcommercio VdA chiedono Chiarezza, Coerenza, Condivisione nelle scelte politiche per limitare i danni della crisi causata dal covid-19

Amina Bodro, Presidente Giovani Imprenditori Confcommercio VdA

Amina Bodro, Presidente Giovani Imprenditori Confcommercio VdA

Con la gentilezza e l’educazione che la contraddistingue, Amina Bodro chiede Governo regionale di evitare di dire una cosa e farne un’altra perché tutto questo genera “confusione, garbugli e preoccupazione in chi deve rispettare le ordinanze del Governo centrale e del Governo regionale”.

Tutto nasce dal fatto che, dopo la riuscita manifestazione di lunedì mattina organizzata da Confcommercio-Fipe VdA,  nella conferenza stampa delllo stesso pomeriggio, il Presidente Erik Lavevaz aveva annunciato che anche i servizi alla persona potevano riaprire, mentre nella successiva ordinanza il settore Benessere non compariva.

Graziano Dominidiato, presidente di Confcommercio-Fipe VdA, ed il Direttore Generale, Adriano Valieri, alla manifestazione di lunedì scorso

In una lettera inviata al Presidente della Giunta, Amina Bodro, ricorda che il settore Benessere ‘conta numerosissime aziende ed ha un impatto non solo sull’economia valdostana ma anche la cura della persona attraverso tutte le varie forme, ha un ruolo non solo estetico ma la cura della persona, attraverso le sue varie forme, ha un ruolo non solo estetico ma anche psicologico in questo momento di estrema difficoltà non è assolutamente secondario”.

Amina Bodro evidenzia ancora che “la riapertura dei centri estetici sono fondamentali al fine di contrastare il dilagante fenomeno dell’abusivismo”. Una lettera, quella della Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio VdA inviata a Lavevaz, segnata dalla volontà di collaborare, di evitare la polemica, di tenere i toni bassi per lasciare posto al civismo, all’educazione, alla collaborazione per ricercare e trovare soluzioni condivise ai tanti problemi creati dall’epidemia.

Al tempo stesso Almina Bodro chiede alla politica valorizzare il settore del benessere “che non è superfluo ma funzionale a vivere meglio nei momenti come questi senza terrorizzare le persone”. I titolari delle attività si aggrappano al proprio lavoro tra mille sacrifici ma evidenziano anche i rischi della continua perdita di clienti e di risorse economiche nel rispetto puntuale di tutti i protocolli mentre le prestazioni abusive sono un vero e rischioso veicolo di contagio. Una recente ricerca sostiene che per ogni licenza, c'è un parrucchiere che non paga le tasse.

pi.mi.

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