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Chez Nous | 28 novembre 2020, 13:49

Commercianti, esercenti, ristoratori sul piede di guerra

Il previsto prolungamento della zona rossa per la Valle d’Aosta mette in allarme un comparto che è la spina dorsale dell’industria turistica regionale. Confcommercio-Fipe VdA, la più importante associazione del settore attiva in Valle, illustrerà i problemi nel corso di una conferenza stampa convocata per lunedì

Commercianti, esercenti, ristoratori sul piede di guerra

“L’inconcepibile decisione del Governo Centrale di mantenere la nostra regione Zona rossa getta in profondo rosso la crisi già pesante che molte attività commerciali, della ristorazione, del turismo”.

L’incipit della convocazione di una conferenza stampa da parte di Confcommercio-Fipe VdA è sufficiente a far comprendere quanto grande sia l’angoscia di tante micro imprese che si sentono emarginate e per nulla considerate dai decisori politici. E per dar più forza alla sua iniziativa che suona anche come un momento di protesta civile, l’associazione guidata da Graziano Dominidiato terrà la conferenza stampa di lunedì mattina en plein air;  in Piazza Arco d’Augusto - Zona chiusa al traffico, in attesa, si legge nella convocazione che suona come una provocazione al ‘Palazzo’: “La situazione sta davvero degenerando. Siamo in attesa di conoscere l’azione politica che la Giunta regionale ha annunciato di assumere nelle prossime ore, dopo l'annuncio governativo che conferma la Regione autonoma come "zona rossa", senza la spiegazione dei criteri di analisi dei dati e l'assenza di comunicazioni tempestive.

Preoccupazione, amarezza, delusione e incertezza per il futuro è il sentimento che dilaga tra chi produce lavoro, crea reddito e genera ricchezza che ogni giorno devono fare i conti con la crisi ma che si sentono inascoltati da chi il lucroso stipendio fisso se lo trova accreditato ogni mese sul conto corrente. Si sta vivendo un momento di stato confusionale con una classe politica poco determinata ad affrontare con competenza, scienza e coscienza  i problemi.

Servono indicazioni chiare, non è più il momento dell’indecisione. Rispettiamo le regole ma a pagare il prezzo di quello che si può definire un lockdown sono solo alcune categorie di commercio.  Continuando così sarà un Natale ‘povero’ per i commercianti e ‘ricco’ per il commercio elettronico. Ancora una volta a pagare il prezzo della crisi saranno solo i piccoli commercianti mentre i grandi marchi continueranno a fare affari, se non addirittura incrementando i fatturati. Per i comuni commercianti, si profila all’orizzonte uno scenario, preoccupante, se non addirittura disastroso, per il 2021 e negli anni a venire”. Un sentimento comune a tanti altri imprenditori che da mesi stanno affrontando l’emergenza Covid, che ha visto aggiungere alle preoccupazioni sanitarie di non contrarre il virus, quelle di natura economica a causa delle restrizioni che stanno compromettendo lo stato di salute dei bilanci dei negozi tradizionali.

La Valle d’Aosta è un moscerino rosso circondato da mosconi arancioni e magari poi gialli e poi verdi e noi sempre con un colore di ritardo nonostante i contagi diminuiscano più che in PIemonte e Lombardia. Sorge il dubbio che a Roma vogliano cancellare la nostra realtà economia e sociale. Ma in piazza Deffeyes chi potrebbe alzare la voce come fanno a Bolzano e in altre regioni il nostro governo tace, tranne inviare lettere di poche righe in quale a voce bassa manifesta 'disagio'. Menefreghismo, incapacità o sudditanza al governo centrale?

piero.minuzzo@gmail.com

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