/ CRONACA

CRONACA | 16 settembre 2020, 13:26

Processo Longarini, udienza di Appello il prossimo 5 novembre a Milano

Nell'ambito del processo sono state acquisite le carte dell'operazione 'Geenna' sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Valle d'Aosta

Pasquale Longarini

Pasquale Longarini

Originariamente fissata per mercoledì 4 novembre, si terrà il giorno dopo ovvero giovedì 5 alla Corte d'Appello di Milano, il processo di secondo grado nei confronti del'ex pm aostano Pasquale Longarini (oggi giudice a Imperia), assolto in primo grado nell'aprile 2019 dalle accuse di induzione indebita, rivelazione di segreto d'ufficio e favoreggiamento. La sentenza del gup Guido Salvini era stata impugnata dal pm milanese Giovanni Polizzi che l'aveva ritenuta "superficiale"; il fascicolo è poi passato nelle mani della Procura Generale di Milano che a novembre reggerà l'accusa in dibattimento.

L'inchiesta della Guardia di finanza milanese (avviata su segnalazione dell'allora comandante dei Carabinieri della Valle d'Aosta Samuele Sighinolfi) e coordinata dai pm Polizzi e Pellicano portò il 30 gennaio 2017 all'arresto di Longarini e dell'imprenditore alimentare Gerardo Cuomo - titolare del Caseificio Valdostano e legato all'ex pm da profonda amicizia - anch'egli assolto insieme a un terzo imputato, l'imprenditore commerciale Sergio Barathier.

Il magistrato, che dopo l'arresto era stato posto ai domiciliari, era stato accusato di avere aiutato Cuomo, nell'aprile 2015, "ad eludere le investigazioni condotte dalla Dda di Torino" in un "procedimento penale" in "materia di criminalità organizzata, rivelandogli" di essere sottoposto a intercettazioni telefoniche. Per questo motivo, l'imprenditore avrebbe interrotto le conversazioni con il boss Giuseppe Nirta, assassinato in Spagna nel giugno 2017.

Inoltre Sergio Barathier, per l'accusa, era stato indotto da Longarini, che era pubblico ufficiale e che stava trattando un procedimento penale a carico di Barathier per gravi reati fiscali (poi conclusosi con l'assoluzione, ndr) "ad effettuare - si legge nel capo di imputazione - forniture di prodotti dal Caseificio valdostano", di proprietà di Cuomo. Per quest'ultimo, anche lui considerato 'induttore' insieme al magistrato, il pm ha proposto due anni di carcere. Tutte accuse per le quali secondo il giudice di primo grado non sono state acquisite prove certe: di qui l'assoluzione.

Nell'ambito del processo erano state acquisite - su richiesta del pm Polizzi - le carte dell'operazione 'Geenna' sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Valle d'Aosta.

p.g.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore