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AMBIENTE | 06 agosto 2020, 22:22

Crollo ghiacciaio: Cinquecentomila metri cubi di ghiaccio minacciano la Val Ferret - VIDEOCONFERENZA

Il ghiacciaio di Planpincieux

Il ghiacciaio di Planpincieux

Oltre cinquecentomila di metri cubi di ghiaccio che rischiano di crollare "istantaneamente" dal massiccio del Monte Bianco e di finire su un tratto della Val Ferret entro le prossime 72 ore.

Ne sono convinti i tecnici che da anni monitorano il ghiacciaio di Planpincieux: la loro relazione ha indotto il sindaco di Courmayeur a far sgomberare con urgenza una trentina di case e a chiudere l'accesso alla vallata per almeno tre giorni. Sono 75 le persone evacuate, tra cui una quindicina di residenti. Ma "il numero aumenta, se si considera chi volontariamente ha abbandonato i campeggi della zona", spiega il primo cittadino, Stefano Miserocchi.

Lo sgombero, scattato alle 6 di oggi giovedì 6 agosto, è terminato alle 11. "Strada chiusa, c'è il pericolo ghiacciaio" si sono sentiti ripetere decine di automobilisti che volevano raggiungere la Val Ferret, una delle più frequentate dell'arco alpino (con 2.000 presenze al giorno in questo periodo). L'imbocco della vallata oggi è stato un via vai di auto, tra chi è sceso in paese a far provviste e poi è tornato nella propria seconda casa e chi ha anticipato la fine della propria vacanza. Nessuno però si è presentato al palaghiaccio di Courmayeur, attrezzato dalla Croce rossa come luogo di prima accoglienza degli sfollati.

"Al momento tutti hanno trovato soluzioni proprie", dice il sindaco. A monte dell'area interessata dal possibile distacco - aggiunge - ci sono ancora 200 persone. In base agli scenari di crollo previsti sono al sicuro, ma non potranno lasciare la vallata fino a che sarà in vigore l'ordinanza di chiusura. "E' un campo da calcio con sopra 80 metri di ghiaccio, quindi un volume veramente imponente che come potete immaginare nella sua caduta è in grado di fare molteplici danni e anche molta strada", ha detto Valerio Segor, dirigente della struttura Assetto idrogeologico dei bacini montani della Regione. A preoccupare non è solo la sua massa dato che "esattamente come farebbe una valanga d'inverno" può propagarsi "con un'azione di aerosol".

Da aprile ad oggi "ci sono stati numerosi crolli, per 176 mila metri cubi complessivi". Ma da due settimane si sta delineando una nuova situazione che riteniamo "particolarmente preoccupante" - aggiunge Segor - per un blocco da 510 mila metri cubi. L'allerta è legata a "trend anomali delle temperature", uno shock termico che può incidere sul delicato equilibrio dello strato d'acqua tra la roccia e la massa glaciale.

"L'input" idrico portato dalla brusca risalita delle temperature iniziato ieri, dopo alcuni giorni di freddo, porta a una "sovrappressione sul fondo del ghiacciaio, che solleva" la stessa massa di ghiaccio "e fa sì che questo possa iniziare a scivolare". La conseguenza è il crollo "in maniera praticamente istantanea, senza che ci siano dei" segnali "precursori". Ma il momento di crisi è limitato temporalmente rispetto all'allerta dell'autunno 2019, durata quasi due mesi: "tra uno, due, tre giorni, continuando a monitorare la velocità e il deflusso idrico, o si va incontro alla destabilizzazione oppure l'allerta rientra".

Gli escursionisti impegnati nel Tour du Mont Blanc sono obbligati a rimanere lungo l’Alta Via n. 1 TMB (Arpnouva, Bonatti, Bertone, Villair, Courmayeur) senza percorrere la strada comunale e/o la strada della Montitta, aperta solo per emergenze.

red.cro.

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