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CRONACA | 30 giugno 2020, 05:00

L'OPINIONE DI UNA LETTRICE: Troppe cose non tornano

L'OPINIONE DI UNA LETTRICE: Troppe cose non tornano

Buondì direttore editoriale, ci sono delle cose che mi indignano profondamente e chi meglio di lei può capire. Io vado a camminare sulla ciclabile che va da Gressan a Chesallet e attraversando il ponte trovo quasi sempre il motociclista che attraversa col sedere sulla moto e alla mia rimostranza che deve scendere e spingere mi manda a quel paese, tengo a precisare che non è un ragazzino ma un uomo della mia età.

Seconda cosa, perché gli alpini danno i buoni spesa agli infermieri? Loro hanno scelto di fare quel lavoro, prendono un bello stipendio invece i commessi dei negozi che hanno sempre lavorato con stipendi molto più bassi e talvolta senza protezioni non contano niente?

Terza cosa ma come ha fatto l' Usl a confermare il primario della ginecologa senza prima avere la sentenza del tribunale? Siamo alle solite? Scusi per lo sfogo ma oggi sono particolarmente polemica. Buona estate

Cara Lettrice, visto che è un'assidua nostra suscitatrice di riflessioni mi permetto di darle un consiglio: un litro di camomilla al giorno toglie l'indignazione di torno. Ovviamente scherzo.

Parlando seriamente è risaputo che l'educazione civica non è acqua. Quel suo contemporaneo avrà il motorino che funziona a maleducazione civica che lievita con il disinteresse di chi dovrebbe far rispettare le regole del convivere civile. Basterebbero tre barriere sfalsate che impediscono a scooter e motorini si entrare, mentre ciclisti sarebbe costretti a portare la bici a piedi e per i pedoni e le carrozzine non ci sarebbero problemi. Ma servirebbe un briciolo di dedizione da parte di chi dovrebbe far rispettare i diritti di tutti i cittadini.

Per quanto riguarda i buoni spesa agli infermieri la cosa mi giunge nuova. In effetti mi sembra un’assurdità per la quale spero che qualcuno la spieghi. Tanto più che come scrive ci sono dipendenti senza paga, senza cassa integrazione e che hanno perso la dignità per colpa di una classe politica lontana dal territorio e chiusa nel palazzo.

Dell’Usl preferisco non parlare. Il servizio sanitario valdostano si regge sui tanti operatori sanitari che dedicano anima e corpo al lavoro e con spirito di altruismo si occupano dei pazienti. Non tutti nel servizio sanitario operano per il prossimo; c’è chi guarda ai propri interessi e ai propri tornaconto.

Buona estate a lei. pi.mi

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