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CRONACA | 08 giugno 2020, 10:30

L'Istat ci ricorda cosa abbiamo fatto durante la quarantena

La quarantena a cui il Coronavirus ci ha costretti ha influito in maniera determinante sull’organizzazione del nostro tempo quotidiano, scandendo nuovi ritmi e nuove abitudini

L'Istat ci ricorda cosa abbiamo fatto durante la quarantena

La prima cosa ci siamo chiesti è stata “Come possiamo occupare il tempo  restando in casa?  A darci una fotografia di quello che abbiamo fatto durante la lunga Fase 1 è l’Istituto  nazionale di statistica che ha ordinato tutte le attività che abbiam svolto più di  frequente.

Il dato che emerge con evidenza è che la quasi totalità della popolazione è riuscita a  dedicarsi ad attività di tempo libero (98,3%). Il 76,9% ha svolto lavoro familiare (pulizia  della casa, cura dei conviventi, ecc.).  Solo il 28% è uscito per vari motivi (passeggiata, andare a lavoro, a fare la spesa).

Il  lavoro ha assorbito le giornate del 16,7% della popolazione, mentre lo studio ha tenuto  occupato l’8%, quota  Dormire è stata tra le attività più svolte durante la quarantena: un terzo dei cittadini si è  svegliato più tardi e un quinto ha aumentato le ore di sonno. Ad approfittarne sono stati  soprattutto gli uomini rispetto alle donne (23% contro 17,6%), prendersela anche più  comoda al risveglio (36,8% contro 30,8%).

Per quanto riguarda il consumo dei pasti, più di un cittadino su quattro (27%) ritiene di  avere impiegato più tempo per fare colazione, pranzo o cena. I pasti sono diventati  momenti conviviali anche nei giorni feriali a fronte della presenza della famiglia al  completo più spesso che in altri periodi. Dato il maggior tempo a disposizione per consumare i pasti, si è approfittato per preparare qualche pietanza. E così, in più un  quarto della popolazione ha dichiarato di aver mangiato maggiori quantità di cibo e  sono soprattutto i più giovani ad averlo fatto (39,5%).

Lavarsi, pettinarsi, truccarsi, ecc. sono le altre attività quotidiane alle quali il 20% degli  italiani ha dedicato più tempo: la quota è più alta tra le donne (23,6%) rispetto agli  uomini (16,2%). 

Tra le attività di lavoro familiare la preparazione dei pasti ha coinvolto il 63,6% dei  cittadini (l’82,9% delle donne, il 42,9% degli uomini). Una maggiore presenza in casa ha determinato, da un lato, una più frequente necessità  di svolgere le pulizie di routine, dall’altro, l’occasione per dedicarsi anche a pulizie di  tipo straordinario.  La pulizia della casa ha tenuto occupato più di un cittadino su due (54,4%). Anche in  questo caso le differenze di genere sono molto elevate (circa 27 punti percentuali).  Rientra tra le attività di lavoro familiare anche la spesa che, come tutte le attività che  richiedono uno spostamento, ha riguardato meno persone: è uscito per fare a spesa poco  più di un cittadino su 10. L’assenza di differenza di genere conferma la spesa tra le  attività di lavoro familiare più equamente distribuite tra uomini e donne. Come  prevedibile, a causa delle regole per l’ingresso nei punti vendita e delle file che si sono  formate, circa un cittadino su due ha dichiarato di avere dedicato più tempo a questa  attività. 

La Tv è stata la vera regina di questa quarantena. Il 92% degli italiani l’ha considerata un  indispensabile canale di aggiornamento sull’evoluzione della situazione oltre che di  intrattenimento. Sono soprattutto i giovani fino a 34 anni e le persone nelle classi di età  centrali ad avere visto la TV in misura maggiore rispetto al periodo precedente: 53,2% tra  i 18 e i 34 anni e 50,1% tra i 35 e 54 anni. 

Per sopperire alla mancanza di contatti sociale, tre cittadini su quattro hanno curato le  loro relazioni con telefonate o tramite videochiamate con i propri parenti e amici.   

Bruno Albertinelli

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