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CISL VdA | 23 maggio 2020, 09:59

Fermate Baccega. L’ospedale Covid a Saint-Pierre?

PRUDENZA IL CORONAVIRUS E' IN AGGUATO - Cambiarne la natura e farlo quindi diventare un ospedale Covid significherebbe un ulteriore notevole esborso di risorse economiche e provocherebbe per i cittadini valdostani un disagio non compensato dal servizio pubblico

Fermate Baccega. L’ospedale Covid a Saint-Pierre?

“Nonostante da Saint-Pierre continuino a rigettare al mittente la proposta, Baccega imperterrito rilascia dichiarazioni su presunte trattative in corso. È chiaro che sia solo nella testa dell’assessore questa trattativa. Secondo noi invece la clinica di Saint-Pierre deve mantenere il suo status quo, anche perché non dimentichiamo che c’è già una convenzione di 7 milioni di euro tra Regione e la clinica, nata per la riabilitazione e la chirurgia ortopedica.

Cambiarne la natura e farlo quindi diventare un ospedale Covid significherebbe un ulteriore notevole esborso di risorse economiche e provocherebbe per i cittadini valdostani un disagio non compensato dal servizio pubblico.

E, aspetto prevalente,  il fatto che a rischio ci siano i posti di lavoro. Vogliamo veramente questo? L’ennesima cattedrale nel deserto in salsa valdostana? Noi come organizzazioni sindacali non abbiamo dubbi sul fatto che i cittadini valdostani debbano essere sostenuti da una sanità pubblica, che deve essere in grado di garantire la salute, la prevenzione e la sicurezza.

Proseguono i sindacati: Baccega metterebbe a rischio i posti di lavoro e creerebbe un disagio difficile da colmare per i cittadini che hanno necessità di sottoporsi alle cure della clinica. È vero che sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico, dicevano i latini. Non si può continuare a far finta che i lavoratori non esistano e che l’attività della Clinica di St. Pierre non sia necessaria. Ora dalla Regione Valle d’Aosta di nuovo l’intento di mettere a rischio il posto di lavoro del personale con un progetto mai presentato, come quello dell’ospedale Covid a Saint-Pierre.

A oggi tutte queste sparate sanno più di fumo negli occhi, che di azioni concrete. Vogliamo strategie che abbiano veramente a cuore la salute e la sicurezza di tutti e  che non mettano a rischio  posti di lavoro”. In conclusione  dicono le forze sindacali: ” Per la nostra regione è fondamentale  ripartire, dopo due mesi di incertezze, paure e notizie tristi, vogliamo avere la sicurezza che adesso la politica valdostana agisca con responsabilità e si metta la mano sulla coscienza, pensando veramente a che cosa sia meglio per tutta la comunità, lavoratori compresi. Non abbiamo bisogno di slogan e frasi ad effetto, ma di fatti”.

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