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CRONACA | 18 novembre 2019, 22:50

Inaugurato Canale Europa ma l'acqua fresca è ancora poca

Inaugurato Canale Europa ma l'acqua fresca è ancora poca

Rendere più chiare e accessibili le opportunità offerte dai Programmi europei e statali, raccontare quanto realizzato con il supporto delle risorse che gli stessi mettono a disposizione, segnalare notizie e appuntamenti, spiegare il percorso per la presentazione dei progetti. E’ progetto ambizioso, tanto quanto il costo, della nuova sezione Europa del sito internet della Regione autonoma Valle d’Aosta.

L’ambizioso progetto ha segnato il passo già dalla presentazione: argomenti superati, comunicati stampa datati, foto poco contestualizzate tipo quella del bimodale fermo alla stazione Porta nuova di Torino invece che promuovere la stazione di Aosta. Se non avevanole foto alla stazione di Aosta potevano caricare la foto del bimodale fermo a Montjovet per un problema del Gps.

In serata il canale era introvabile nel sito della Regione. Eppure al al Progetto hanno lavorato per tanti mesi più strutture dell’Amministrazione, coordinate dal Dipartimento politiche strutturali e affari europei e dal Dipartimento innovazione e agenda digitale ivi compresa l’In.Va. e consulenti esterni.

Ed è stato presentato in pompa magna da i Coordinatori dei Dipartimenti politiche strutturali e affari europei, Enrico Mattei, e innovazione e agenda digitale, Marco Mignacco, e il Capo progetto di In.Va, Pasquina Brilla, il web designer che ha curato la revisione del canale, Jean Paul Lustrissy, che si è occupato anche della linea editoriale e dell’esperienza utente.

Se il canale deve avvicinare la Valle d'Aosta all'Europa, per il momento l'Ue è ancora lontana.

Tanta gente, nessun responsabile per un progetto che sicuramente non brilla. Un progetto per la comunicazione teso ad avvicinare la Valle all’Europa al quale non hanno partecipato professionisti dell’informazione. Ma forse si tratta del numero zero ed è stato presentato prima del previsto.La speranza è l'ultima a morire.

Rimangono i dubbi per i tanti soldi spesi e l’assenza di giornalisti nella redazione.

red. cro.

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