Bloccare immediatamente la Conferenza dei servizi e aprire da subito via web la consultazione sull’ autorizzazione integrata ambientale (AIA). E’ la principale richiesta fatta oggi da Legambiente Valle d’Aosta nel corso di una conferenza stampa incentrata sulle emissioni della Cogne Acciai Speciali. Non vogliamo fare del terrorismo – ha sostanzialmente detto Paolo Fedi- ma riteniamo opportuno che la situazione sia costantemente monitora per mantenere sul medesimo livello di importanza la salute dei cittadini ed il diritto al lavoro dei dipendenti Cas.
“Ci siamo attivati – ha precisato Alessandra Piccioni, presidente regionale dell’associazione – in seguito alle numerose telefonate e richieste di chiarimento dei cittadini preoccupati per le fumate anomale provenienti dallo stabilimento”. Dalla conferenza stampa, presenti i rappresentanti dell’Arpa, Claudia Taricone e Devis Panont, è emerso che l’unico metallo pesante che presenta valori elevati è il nichel e solo nella centralina nei pressi dello stabilimento, mentre per gli altri metalli pesanti i livelli sono pressoché irrilevanti o al 50% inferiori ai valori di legge. Così come il nichel rientra nella norma nei rilievi delle restanti due centraline.
Per ridurre ulteriormente i livelli di inquinamento, Pier Maria Minuzzo, responsabile delle relazioni esterne della Cas, ha precisato che l’azienda ha già presentato alla Regione e all’Arpa il cronoprogramma di interventi che consentiranno di anticipare di oltre un anno i termini fissati dall’Ue in materia di abbattimento dei fumi. Legambiente ha poi evidenziato preoccupazione per la mancata convocazione dell’Osservatorio comunale dell’aria e per la ritardata disponibilità dei dati relativi al 2012; ritardo dovuto alla mancanza di risorse finanziarie, ma che Arpa ha assicurato saranno disponibili nelle prossime settimane.
“Ci auguriamo – ha aggiunto Maria Pia Simonetti – che in fase di rilascio della Aia, si operi un confronto ed una consultazione per consentire ai cittadini di intervenire su un tema così importante”. Alessandra Piccioni ha infene osservato che “a cinque anni dal rilascio della prima Aia è necessario che la Regione si assuma il compito di stabilire limiti più bassi alle emissioni Cas, perché quelli stabiliti nel 2007, anche se rispettati, non sono sufficienti ad assicurare un impatto dell’acciaieria sulla città che garantisca la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente”. Più in generale l’Arpa ha assicurato che la Valle d’Aosta è all’avanguardia, sia in termini di numeri dei metalli pesanti che nella quantità, nella rilevazione degli agenti inquinati.
Più in generale i dati diffusi da Legambiente evidenziano una presenza in aumento dei metalli pesanti come il cromo, il ferro e lo zinco nelle polveri pm10 emesse dallo stabilimento Cogne acciai speciali e lo sforamento dei dati riguardanti il nichel in una delle centraline di rilevamento.Il trend in aumento viene evidenziato dal 2010. Nella centralina di via Primo Maggio, all'interno dell'area dello stabilimento, il nichel sfora il limite normativo dal 2010. "Il cromo, il ferro e lo zinco - spiega ancora Piccioni - non hanno valori limiti di legge, ma il loro aumento preoccupa". La centralina di piazza Plouves ad Aosta registra, secondo quanto riferito oggi, un aumento di ferro e zinco, mentre in quella nel Quartiere Dora non sono stati effettuati rilevamenti nel 2011, ma nel 2010 vi è un "netto aumento di nichel, ferro, cromo, manganese, zinco e vanadio e un "lieve aumento" di cadmio e arsenico."Va dato atto alla Cogne di aver rispettato i limiti dell'Aia del 2007 - ha aggiunto Piccioni - ma ci chiediamo se questi stessi limiti siano sufficienti, ci aspettiamo che la Regione attribuisca alla prossima autorizzazione un ruolo fortissimo al miglioramento dell'aria di Aosta e per l'adozione da parte dell'azienda di migliori tecnologie".











