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Consiglio Valle | 22 agosto 2019, 11:07

Nel 2018 depositate 213 dichiarazioni testamento biologico; 178 primo semestre quest'anno

crescono i numeri delle disposizioni anticipate Manes, presidente del Celva: “Il servizio è gratuito, basta rivolgersi al Comune di residenza” Sono 39 su 74 i Comuni valdostani che, nell’ultimo anno e mezzo, hanno accolto le disposizioni anticipate di trattamento (Dat), comunemente definite "testamento biologico" o "biotestamento"

Nel 2018 depositate 213 dichiarazioni testamento biologico; 178 primo semestre quest'anno

Nel 2018 sono state complessivamente depositate in Valle d’Aosta 213 dichiarazioni e la tendenza per il 2019 è in aumento: nel primo semestre di quest’anno sono state già presentate 178 istanze. Su un totale complessivo di 391, i Comuni che registrano il più alto numero di dichiarazioni sono Aosta (152), Sarre (28) e Quart (27). I dati sono stati diffusi dall'Uffico stampa del Celva, il cui presidente, Franco Manes, sottolinea l’importanza dell’attività condotta dai Comuni, “che si confermano il primo punto di riferimento sul territorio per i cittadini, anche nella sensibilizzazione su temi di grande delicatezza sociale e civile".

I numeri sono in crescita costante e l’obiettivo più importante è, spiega Manes, "porre le condizioni per una scelta meditata e consapevole". Proprio per questo motivo il Celva sostiene da tempo, nell’ambito di un articolato progetto, le iniziative che favoriscono il deposito delle disposizioni anticipate di trattamento.

In particolar modo, supporta i Comuni e gli uffici anagrafe negli adempimenti normativi e nella divulgazione di buone pratiche amministrative, con modalità operative uniformi su tutto il territorio e attraverso un apposito schema di regolamento e modulistica Fines”.

La legge 219 del 22 dicembre 2017, entrata in vigore il 31 gennaio 2018, regolamenta all’articolo 4 il “testamento biologico": in previsione di un'eventuale futura incapacità di autodeterminarsi e dopo avere acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle proprie scelte, ogni persona può esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto su accertamenti diagnostici, scelte terapeutiche e singoli trattamenti sanitari.

“Possono depositare le dichiarazioni anticipate di trattamento tutte le persone maggiorenni e capaci di intendere e di volere, rivolgendosi serenamente al proprio Comune di residenza, con la garanzia che le regole sono ben definite e uguali in tutti i nostri enti - aggiunge Manes - . Le operazioni non hanno costi per i cittadini: le Dat sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa”.

Chi intende depositare il testamento biologico deve presentarsi di persona allo sportello comunale di residenza per consegnare le dichiarazioni, compilare la richiesta di deposito ed eventualmente il modello di nomina del fiduciario.

red. cro/ip

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