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CRONACA | 09 agosto 2019, 12:00

Tecniche di difesa per non diventare bulli o vittime

Il grippo di partecipanti e docenti del corso; sotto un momento delle lezioni

Il grippo di partecipanti e docenti del corso; sotto un momento delle lezioni

All’eremo di Fove, poco più in alto di Saint-Marcel, in un antico borgo medioevale abbandonato nel Novecento e successivamente fatto rivivere per volere dei Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Accoglienza, si è svolto un primo corso antibullismo. Quest’anno, i Piccoli Fratelli  hanno deciso di affrontare il delicato argomento del bullismo.

A realizzarlo l’associazione sportiva dilettantistica Team Mulè, presente a Torino e Vinovo. Il corso per bambini e ragazzi ospiti della struttura si è articolato in una prima parte teorica, per poi finire in situazioni verosimili di aggressioni da parte del “bullo” o del “branco”, con tecniche di calci e pugni agli aggressori.

“A mio avviso - commenta il presidente Alfredo Mulé - i bimbi di oggi non riescono a muoversi come quando ero bambino io, purtroppo molte aree urbane non sono dotate di parchi adeguati e questo influisce sull’apprendimento spontaneo delle abilità motorie. Non mi meraviglia che un bambino sia scarso nell’educazione motoria e crescendo manifesti questa sua incapacità in atti di bullismo.” “Muoversi - continua - è fondamentale, bisognerebbe forgiare un buon atteggiamento mentale, dai primi anni di età, educando i bambini a muoversi scaricando lo stress.”

Davide Bergesio di Oasi Medica dice “Sosteniamo l’attività  del Team Mulè, perché crediamo nell'importanza dello sport come elemento fondamentale, per la crescita psicofisica dell'adolescente. C’è l’esigenza di trasmettere ai ragazzi la volontà di imparare e attuare tecniche basilari efficaci e innate per contrastare ogni tipo di aggressione, per non finire quale vittima.”

“Questo importante progetto che portiamo avanti sposando le attività del Team Mulè – dicono la  dottoressa Enrica Lanza, presidente del Centro Regionale Libertas del Piemonte ed il professor Fulvio Martinetti, presidente del Centro Provinciale Libertas di Torino provincia – è quello di far capire ai ragazzi, che il bullismo si può  sconfiggere.” Il vice presidente regionale e responsabile della scuola di formazione Libertas per la Valle d’Aosta, Elisa Giordano, commenta “bellissima esperienza da ripetere.”

a. bo.

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