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Il rosso e il nero | 12 gennaio 2019, 09:30

MARCHETTE

MARCHETTE

Marchette! Ce ne erano di due tipi. C'erano quelle delle "case chiuse", ricordate? Leggo da un manifesto d'epoca datato 1939: "Spettanze della stimata casa. Svelta lire 1,10, doppia lire 2, minuti 20 lire 3,60, mezz'ora lire 4,80,ora piena lire 7,50, due ore lire 12. Per la toilette non si deve più uscire fuori. Acqua, sapone e asciugamano si pagano altri 20 centesimi."

Ma c'era un altro tipo di marchette,chiamate così secondo la vulgata del tempo, ma importanti più delle prime. Erano quei francobolli che riportavano sul frontespizio immagini del mondo del lavoro, anche se meno piacevoli delle prime.

Quei francobolli venivano applicati su tessere, consegnate ai datori di lavoro dall'INPS a favore dei loro lavoratori dipendenti.  E ce ne erano di più grandi per i periodi di lavoro mensile e più piccole per le settimane. Una volta che le tessere, ripartite in riquadri, erano completate, venivano consegnate ai lavoratori che dovevano consegnarle alla sede INPS di competenza territoriale. Qui le tessere venivano conteggiate  dagli uffici e registrate sia su documenti interni che su libretti personali intestati ai lavoratori titolari e ad essi consegnati per certificazione e pro-memoria.

In questa procedura era racchiuso il futuro previdenziale del lavoratore che, una volta raggiunto il limite d'età previsto (allora 55 anni per le donne e 60 per gli uomini) poteva beneficiare della sospirata pensione.Era il sistema "contributivo" in voga dal 1919, anno in cui la pensione di vecchiaia era diventata obbligatoria per tutti i lavoratori dipendenti. Dopo la metà degli anni '60 il sistema cambia e diventa "retributivo".

Le marchette scompaiono e la pensione viene calcolata non più sui contributi ma sulle retribuzioni percepite. Ciò anche in linea con l'articolo 36 della Costituzione che garantisce al lavoratore "una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in grado di assicurare a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa".

E' questo principio alla base anche del diritto del pensionato all'adeguamento pieno e annuale della propria rendita all'aumentato costo della vita. Ora questo principio dai nostri governanti è stato calpestato. Con la riduzione di quell'adeguamento alle pensioni superiori a 1500 euro lordi i pensionati per tre anni verranno derubati di ben 3,6 miliardi di euro lordi (2,2 miliardi netti).

C'è ancora qualcuno disposto a sostenere che dal Governo non sono state messe le mani nelle tasche dei pensionati? Siamo in presenza di una ennesima "piacevole" marchetta per chi ci governa; una marchetta che sembra somigliare molto a quella delle vecchie "case chiuse". Questa, però, va ben oltre "le due ore"... perché durerà tre anni..

ROMANO DELL'AQUILA

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