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FEDE E RELIGIONI | 28 settembre 2026, 08:00

Leone XIV ai vescovi francesi: «Difendete la libertà della Chiesa e il diritto di evangelizzare»

Il Papa richiama la Chiesa francese al coraggio missionario, alla vigilanza sulla libertà religiosa e all’impegno educativo. Appello all’unità, attenzione ai giovani e alle famiglie e rinnovata determinazione nella lotta contro gli abusi

Leone XIV ai vescovi francesi: «Difendete la libertà della Chiesa e il diritto di evangelizzare»

Il primo appuntamento della giornata per Papa Leone XIV è stato l’incontro con i Vescovi francesi, presso l’Emiciclo «Santa Bernadette» del Santuario di Nostra Signora di Lourdes. Un incontro nel quale il Pontefice ha toccato alcuni dei temi più delicati per la Chiesa di Francia: il rapporto con una società fortemente secolarizzata, la libertà religiosa, l’evangelizzazione, l’educazione, le vocazioni, la famiglia e la necessità di mantenere viva l’unità ecclesiale.

Nel suo intervento, Leone XIV ha innanzitutto richiamato il «legame privilegiato tra la vostra Nazione e la Santa Vergine», ricordando la consacrazione della Francia a Maria, avvenuta il 10 febbraio 1638. Un rapporto che, secondo il Papa, continua ancora oggi attraverso devozioni, santuari, pellegrinaggi e cattedrali e che rappresenta una testimonianza della fede del popolo francese.

Da Lourdes è arrivato quindi un invito molto netto ai vescovi a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà. «Vi esorto a dare prova di coraggio, audacia e creatività missionaria», ha detto Leone XIV, invitandoli a riconoscere anche gli errori e le ferite della storia della Chiesa, ma senza perdere la speranza. Il Pontefice ha chiesto di avere il coraggio di riconoscere le colpe «nell'amore per la Verità» e di curare le ferite con la carità, tornando ad annunciare il Vangelo con rinnovata determinazione.

Particolarmente significativo è stato il passaggio dedicato al ruolo della Chiesa nella società francese. Leone XIV ha sottolineato come essa continui a far parte «ampiamente» della cultura, dell’identità e della vocazione della Francia nel mondo. Da qui la rivendicazione del diritto della Chiesa a partecipare al dibattito pubblico: «La parola della Chiesa ha pienamente diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico in Francia», ha affermato il Papa, definendola portatrice, per sua natura, di un’autorità profetica. Anche quando non viene ascoltata o seguita, ha aggiunto, «è necessaria».

Il Pontefice ha quindi riconosciuto la determinazione dimostrata dalla Conferenza Episcopale Francese, richiamando in particolare i recenti dibattiti sul fine vita. Leone XIV ha invitato i vescovi a perseverare insieme a tutte le persone che condividono la difesa dei medesimi valori, soffermandosi sulla particolare configurazione della laicità francese, frutto di una storia lunga e travagliata.

Proprio su questo punto il messaggio è stato particolarmente esplicito. «Vi invito a dare prova di vigilanza per difendere la libertà e i diritti della Chiesa di evangelizzare, di educare alla vera libertà e di praticare pubblicamente il culto», ha detto il Papa. Una libertà che, nella sua prospettiva, deve consentire alla Chiesa di svolgere pienamente la propria missione e di esercitare pubblicamente la carità nel nome di Gesù Cristo.

Leone XIV ha poi guardato alla situazione sociale dell’Occidente, segnalando una crescente polarizzazione e un arretramento della fraternità e della qualità della vita sociale. A questo, ha osservato, si aggiungono violenza, disuguaglianze e povertà. In un simile contesto, secondo il Pontefice, il messaggio di pace che ha la sua sorgente in Cristo è particolarmente atteso.

Una parte importante del discorso è stata dedicata ai giovani, ai quali il Papa ha riconosciuto «grandi aspirazioni» e il desiderio di impegnarsi per ciò che considerano bello, vero e buono. Leone XIV ha richiamato anche il dato incoraggiante del catecumenato, ricordato il giorno precedente a Parigi e riguardante prevalentemente giovani adulti. Una realtà che, per il Pontefice, rappresenta «una grazia e una gioia per tutto il popolo di Dio» e che deve essere accompagnata attraverso comunità vive, capaci di praticare la carità e la solidarietà, ma anche attraverso un solido insegnamento dottrinale.

Il tema dell’educazione ha occupato un altro passaggio centrale dell’intervento. L’insegnamento cattolico, ha sottolineato Leone XIV, non può rinunciare al proprio progetto educativo, fondato su Cristo e orientato allo sviluppo integrale della persona nelle sue dimensioni spirituale, culturale, intellettuale, morale e sociale. Da qui anche un richiamo alla libertà degli studenti credenti: «Ancor meno dovrebbe accadere che uno studente venga emarginato nella propria classe semplicemente perché crede in Gesù».

Il Papa ha poi affrontato una delle questioni più dolorose per la Chiesa, quella degli abusi sui minori commessi da membri del clero o nell’ambito ecclesiale. Leone XIV ha riconosciuto le misure adottate dai vescovi francesi per affrontare questa piaga attraverso l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono e la riparazione, oltre all’impegno nella prevenzione e nella protezione.

Il cammino, tuttavia, deve proseguire. «È necessario proseguire lungo il cammino intrapreso, mantenendo la massima vigilanza», ha affermato il Pontefice, aggiungendo contemporaneamente la necessità di sostenere il clero. Per favorire nuove vocazioni sacerdotali, ha spiegato, il sacerdote deve essere «atteso, accolto e amato» e la sua identità, configurata a Cristo, deve essere compresa con chiarezza all’interno del popolo di Dio.

Leone XIV ha espresso anche il proprio rammarico per il «triste calo delle vocazioni alla vita consacrata», con particolare riferimento alla vita contemplativa. Un fenomeno che si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione della presenza religiosa nella società francese.

Non poteva mancare, quindi, il riferimento alla famiglia. È nella famiglia, ha ricordato il Papa, che si apprendono la vita comunitaria, il rispetto dell’altro, l’accettazione della diversità, il sostegno reciproco, la generosità e lo spirito di sacrificio. Per questo, secondo Leone XIV, una delle principali sfide consiste nel fare in modo che «Gesù viva pienamente nelle famiglie cattoliche di Francia e le illumini con la sua presenza».

Infine, il Pontefice ha lanciato un forte appello all’unità della Chiesa francese. «La Chiesa in Francia è un piccolo gregge che deve unire le proprie forze per la missione», ha detto, avvertendo che le divisioni ideologiche rischierebbero di rendere vana la sua testimonianza.

Per Leone XIV l’unità non significa uniformità, ma capacità delle diverse sensibilità autenticamente cattoliche di convergere nella professione della medesima fede, nell’obbedienza ai pastori e, in particolare, al Successore di Pietro. Un’unità definita «dinamica», alimentata dalla Tradizione della Chiesa, dai Padri fino al Concilio Vaticano II, dal Magistero postconciliare e dal dialogo reciproco secondo lo stile sinodale.

Da Lourdes, dunque, il Papa ha consegnato ai vescovi francesi un messaggio che tiene insieme identità e missione: non arretrare davanti alla secolarizzazione, difendere la libertà della Chiesa, accompagnare i giovani, custodire la famiglia, affrontare senza esitazioni la ferita degli abusi e superare le divisioni interne. Un invito a guardare alle difficoltà non come motivo di rassegnazione, ma come occasione per tornare a proporre con maggiore forza il messaggio del Vangelo.

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